A illuminare il contenuto di questo piccolo scrigno pieno di sorprese è lo stesso autore, nell’introduzione al volume: «Sulla scia di grandi maestri conosciuti di persona o frequentati sui libri ho provato a rintracciare nei romanzi che mi hanno appassionato una presenza divina, una traccia di cristianesimo, una domanda (e spesso anche una risposta) spirituale».
Il libro si propone di mostrare che la teoria secondo cui l’Universo è unicamente materiale è molto più difficile da sostenere rispetto all’esistenza di un dio creatore. Nella prima parte spiega, in modo articolato e comprensibile, le teorie del Big Bang, il principio antropico e la morte termica dell’Universo, nonché altri risultati nel campo della biologia.
Va affrontato con calma l’ultimo libro di Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, con calma, come tutte le cose belle e importanti. Perché quest’ultima fatica dei due sociologi – entrambi insegnano sociologia all’Università Cattolica di Milano – è un libro complesso e denso di intelligenti riflessioni, che tutti, proprio tutti, dovrebbero leggere.
Lo studio proposto non vuole essere sistematico, ma piuttosto evocativo: l’obiettivo è quello di far emergere alcune somiglianze tra la spiritualità ebraica e quella di Francesco d’Assisi. L’analisi dei testi mostra una attenzione dell’assisiate alla pagina biblica, specialmente alle «parole e ai nomi» di Dio, un utilizzo del tau, ultima lettera dell’alfabeto ebraico, e di un saluto («pace e bene») che molto ricorda lo shalom.
«Atlas of AI», questo è il titolo originale del libro della ricercatrice e studiosa di intelligenza artificiale Kate Crawford: si tratta di una panoramica per comprendere i vari aspetti di questa tecnologia, spesso raccontata come fosse un incantesimo, con capacità aliene. In realtà, l’IA è frutto di un profondo intreccio tra tecnologia, capitale e potere. In primo luogo, essa nasce dall’estrazione: i componenti hardware richiedono molte materie prime, comportando un’impronta ecologica importante e uno sfruttamento lavorativo dei minatori.
Quanto è importante conoscere, sapere, essere informati da più punti di vista per condurre al meglio la propria e vita e quella delle società in cui viviamo? A questa domanda probabilmente gran parte di noi risponderebbe che è importante, sulla scorta anche di una visione della storia percepita spesso come un avanzamento di conoscenze scientifiche, sociali, culturali, tecnologiche, che ha portato l’umanità a un progressivo sviluppo.