Il mettersi in cammino è un tratto caratteristico dell’essere umano. Da sempre, anche prima delle grandi migrazioni, uomini, donne e bambini si sono messi in cammino. In prevalenza è gente povera, spesso contadini, che per sopravvivere alla miseria sono costretti a cercare un lavoro stagionale, spesso distante da casa. Il libro presenta diverse categorie di persone che, nella storia italiana degli ultimi secoli (soprattutto Ottocento), hanno avuto nel movimento una condizione caratteristica della loro esistenza.
Un uomo va a cena in un ristorante e trova sul tavolo un cestino con diversi tipi di pane, accompagnati da una nota. Sul biglietto è scritto che il pane offerto è stato prodotto con farina della «varietà Bolero, grano tradizionale locale macinato a pietra». Un dettaglio apparentemente pregiato.
Il libro racconta le imprese sportive di diciotto campioni che hanno raggiunto la gloria nella prima metà del Novecento. Non si tratta però di soli fatti sportivi, ma anche di aneddoti e curiosità.
Anna Foa, raffinata intellettuale italiana di origine e di fede ebraica (è figlia di Vittorio, il noto sindacalista, storico e saggista, che fu anche Padre Costituente), ha da qualche settimana pubblicato un pamphlet di una forza incredibile:Mai più, una settantina di pagine che si leggono con la voracità del più appassionante romanzo.
L’autore, divulgatore nel campo della matematica, propone questo libro partendo da un’osservazione: se molte pubblicazioni e dibattiti riflettono sui rischi e le ricadute a livello sociale ed etico, c’è bisogno di dare la possibilità di comprendere meglio quali sono i suoi meccanismi interni. Nel libro, composto da dodici capitoli, i capitoli dispari sono dedicati alla descrizione di sei idee matematiche, a partire da una breve narrazione relativa ai loro ideatori; i capitoli pari, invece, mostrano il modo in cui ciascuna idea è stata applicata all’IA.
Il consumismo che dalla seconda metà del secolo scorso ha avviluppato come una nefasta ragnatela la nostra società occidentale (e che, nonostante le sempre più ampie fasce di popolazione in povertà, non accenna a diminuire) pare sia giunto a colpire uno dei settori che ne pensavamo immuni: quello sanitario.