«Cosa sta accadendo davvero?»: ecco la domanda che muove l’autore, co-fondatore di Ugolize, consulente e divulgatore, quando decide di capire meglio cosa succede nei social network. Sì, perché è evidente il sovraccarico digitale, che ha assottigliato la nostra soglia di attenzione, diventando il filtro attraverso cui interpretiamo la realtà e la forza che la modella.
Nel trattare il rapporto tra fede e scienza, spesso si parla con termini inappropriati e in modo superficiale. È necessario ripartire da un linguaggio adeguato e attento ai risultati teologici e scientifici, senza pregiudizi né imposizioni. Proprio questa è l’intenzione di Pietro Calore, giovane filosofo (classe 1995) che nel presente testo propone alcune lezioni da lui tenute per un corso di “Teologia problematica” per la Scuola di formazione teologica della diocesi di Orvieto-Todi.
Scienze naturali, biologia, fisica, letteratura, musica, arte, tutte insieme, miscelate con sapienza, in un libro che racconta, in modo colto e al contempo poetico, il fondamentale rapporto tra alberi (e natura in generale) ed esseri umani. Un rapporto primordiale, fondativo, che parla di spiritualità, di cammini fecondi e di cura, mettendo insieme tutti quegli aspetti che in qualche modo vogliono riportare l’essere umano a sentirsi parte di un tutto, con cui porsi perennemente in dialogo.
Il mettersi in cammino è un tratto caratteristico dell’essere umano. Da sempre, anche prima delle grandi migrazioni, uomini, donne e bambini si sono messi in cammino. In prevalenza è gente povera, spesso contadini, che per sopravvivere alla miseria sono costretti a cercare un lavoro stagionale, spesso distante da casa. Il libro presenta diverse categorie di persone che, nella storia italiana degli ultimi secoli (soprattutto Ottocento), hanno avuto nel movimento una condizione caratteristica della loro esistenza.
Un uomo va a cena in un ristorante e trova sul tavolo un cestino con diversi tipi di pane, accompagnati da una nota. Sul biglietto è scritto che il pane offerto è stato prodotto con farina della «varietà Bolero, grano tradizionale locale macinato a pietra». Un dettaglio apparentemente pregiato.
Il libro racconta le imprese sportive di diciotto campioni che hanno raggiunto la gloria nella prima metà del Novecento. Non si tratta però di soli fatti sportivi, ma anche di aneddoti e curiosità.