Gli europei chiedono la sovranità digitale
I cittadini europei lanciano l’allarme sul ritardo tecnologico del continente e sull’eccessiva dipendenza dalle tecnologie provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, non più evidentemente percepiti come partner affidabile. A rivelarlo una recentissima ricerca condotta da SWG per la sezione Polling Europe ed effettuata a fine gennaio su un campione rappresentativo dei 27 Paesi. Due i principali focus: il ritardo europeo sull’intelligenza artificiale e la necessità di costruire una sovranità digitale europea per limitare il pericolo di un’eccessiva dipendenza.
Sull’intelligenza artificiale l’Europa si spacca a metà, il 31 % la considera una possibile minaccia, mentre il 30 % una grande possibilità. Il timore più sentito è la perdita di posti di lavoro, una preoccupazione che grava soprattutto sui più giovani. Ma molti dubbi riguardano anche il suo utilizzo su settori cruciali come giustizia, sanità, sicurezza pubblica, energia e infrastrutture critiche, tanto che il 53 % degli europei negherebbe l’utilizzo dell’Ai in alcuni settori più a rischio o l’accetterebbe solo in caso di un severo controllo. Non a caso gli europei considerano l’attività regolatoria dell’Europa sulle tecnologie come il più grande vantaggio strategico in questo campo.
Grande allarme anche per la libertà d’informazione in un contesto non regolato, dove le fake news sono più facili e in apparenza più veritiere della verità, tanto che 1 europeo su 2 cederebbe parte della libertà di espressione pur di avere un ambiente digitale più aderente alla realtà e verificato.
Tante le preoccupazioni rispetto all’eccessiva dipendenza tecnologica dell’Europa da cloud, chip, software e server Usa. A rischio sarebbero soprattutto il sistema industriale, quello militare, quello bancario, quello sanitario. Addirittura la dipendenza minaccerebbe la stessa democrazia. La svolta nel rapporto tra Europa e Usa emerge anche dal fatto che l’86% degli europei considera il blocco dei servizi digitali dagli Usa come un’ipotesi da non escludere e per il 59% è un rischio già concreto.
Ma siamo ancora in tempo per costruire un’autonomia digitale? I Paesi Europei si dividono sulla risposta: più negativa, per esempio l’Italia, più positive Spagna e Polonia. Tuttavia per il 59% il tempo sta scadendo o (12%) è già scaduto. Gran parte però è d’accordo nell’affermare che è ora di cambiare rotta, perché la questione della sovranità digitale è diventata ormai non solo una priorità economica ma anche geopolitica.