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Andrea Roggi

Humanitas

La forza dell'amore
25 Luglio 2026 | Recensione di
Humanitas. La forza dell'Amore
Scheda
Giunti
2026
€ 60,00

Due figure che si abbracciano mentre dalle loro braccia partono rami di ulivo e dal basso profonde radici li ancorano al globo terrestre. Se vi siete mai imbattuti in un albero di Andrea Roggi è impossibile che l'abbiate dimenticato. Fino a poco tempo fa Firenze ne custodiva solo uno (Albero della pace) in via dei Georgofili. Ma dal 10 maggio e fino all'8 agosto il capoluogo toscano ha fatto il bis con una mostra dal titolo «Humanitas. La forza dell'Amore», a cura della storica dell’arte Laura Speranza, ospitata nel complesso della Basilica di San Lorenzo. Da qui la pubblicazione di questo catalogo che non si limita, però, a ripercorrere le opere esposte a Firenze, ma racconta l'arte di Andrea Roggi a 360 gradi, spiegando anche il motivo del suo successo. Il successo di un artigiano del bronzo, oltre che di un artista, che a partire dalla tradizionale fusione a cera persa, ha sperimentato varie tecniche, tra cui l'inedita fusione dinamica, brevettata nel suo studio. Un uomo cresciuto tra gli ulivi toscani, che proprio dagli alberi è partito con i suoi iniziali disegni e le sue pitture, per poi evolversi nelle opere tridimensionali in legno, terracotta e bronzo, ma senza mai abbandonare la ricerca artistica.

«Ormai moltissimi riconoscono Andrea Roggi, il maestro dei bronzi dalle mille sfumature che rappresentano il globo terrestre, gli ulivi e gli abbracci - scrive Laura Speranza nel catalogo della mostra fiorentina -. Le sue opere inconfondibili hanno arricchito il tessuto di molte città di tutto il mondo e sono state apprezzate per la grande comunicativa e l’abilità tecnica nella lavorazione della lega metallica. Le opere di Roggi trasmettono un messaggio di pace e di speranza, alla ricerca di un ritorno alla natura, nel rispetto delle sue regole e dei suoi ritmi. I corpi umani abbracciati in un gesto di amore universale si fondono con la natura vegetale e divengono tronchi per le fronde di alberi di olivo impreziositi da frutti d’oro. Non si tratta di metamorfosi in senso ovidiano, ma di una comunione fra esseri viventi con pari dignità. Uomini, donne e bambini sono esseri che si uniscono in un abbraccio o in un girotondo di pace e diventano essi stessi parte integrante del mondo».  

Dello stesso avviso anche Marco Domenico Viola, Priore della Basilica di San Lorenzo: «Vorrei che la presenza di queste opere, che accompagneranno turisti e cittadini per alcuni mesi, aiutasse tutti a riflettere sul senso di fraternità che deve unirci. La pace non è un bene qualsiasi: è il bene assoluto, il più prezioso e anche il più fragile. In un tempo in cui nel mondo sono in corso cinquantasei guerre, il desiderio che ci portiamo dentro è che esse cessino, per poter ritrovare un autentico umanesimo. L’umanesimo come movimento culturale è nato qui nella Sacrestia Vecchia, dove Cosimo il Vecchio volle costruire una “casa” per l’eternità come luogo di sepoltura anche dei suoi discendenti. Le opere di Andrea Roggi sono nel solco di un nuovo umanesimo che spero possa arricchire quanti, soffermandosi, godano di questa fertile vena artistica».

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Data di aggiornamento: 25 Luglio 2026