Il destino dei regali indesiderati non può essere il cassetto

Concluse le feste, quale destino attende i regali indesiderati? Al di là del cassetto, esistono soluzioni etiche per dare loro una nuova vita.
07 Gennaio 2026 | di

Feste concluse, luci spente. Nell’angolo di un armadio o in fondo a un cassetto giace il dilemma di gennaio: i regali indesiderati. Lasciarli inutilizzati in un cassetto, pur apprezzando il gesto di chi li ha scelti per noi, rappresenta un concreto spreco di risorse, spazio ed energia. Esistono, però, soluzioni etiche per dare loro una nuova vita.

Una prima via è il regifting (il ri-regalo) consapevole: una pratica che oggi acquista una forte valenza ecologica. Non si tratta di «liberarsi» di un oggetto, ma di trovargli una nuova casa, donandolo con cura a qualcuno che possa davvero apprezzarlo. È un modo per onorare sia le risorse impiegate per crearlo, sia l’intenzione originale del dono. Un’alternativa più conviviale è organizzare uno swap party, un incontro informale tra amici e parenti per scambiarsi i regali non adatti o doppi. È un’occasione sociale e divertente per dare agli oggetti una seconda, meritata, possibilità lottando contro lo spreco in compagnia, magari condividendo anche i dolci avanzati dalle feste.

Infine, c’è il grande potere della solidarietà: mercatini dell’usato, associazioni di volontariato ed enti benefici possono trasformare un oggetto in un aiuto concreto per una buona causa, rimettendolo in circolo e conferendogli al contempo un profondo valore sociale. Tali opzioni non sono un ripiego, ma scelte etiche che contrastano attivamente la cultura dell’usa e getta. Permettono di trasformare un potenziale rifiuto in una nuova gioia per qualcun altro, un gesto significativo per iniziare l’anno con maggiore consapevolezza e leggerezza.

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Data di aggiornamento: 07 Gennaio 2026

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