20 Settembre 2019

La ragione non sta mai solo da una parte

Come insegna l’episodio di san Francesco che si reca dal sultano, mentre tutti si armano contro i musulmani, la paura e l’ignoranza sono davvero cattive consigliere quando si tratta di affrontare la diversità.
L'ignoranza è sempre una cattiva consigliera.
Impariamo a ponderare la realtà.
xubingruo / getty images

«Carissimo direttore, ho sempre ammirato e stimato questa rivista per l’equilibrio dimostrato negli interventi di tanti redattori. Certamente il merito va a chi con fatica e sacrificio cerca di evitare (su esempio di sant’Antonio) di usare la penna come pungiglione, ben sapendo che si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto. Ma da un po’ di tempo a questa parte serpeggia negli articoli una certa ostilità, mascherata ma latente, verso coloro che nutrono una certa paura (giustificata o meno che sia) per il fenomeno migratorio. È evidente e sotto gli occhi di tutti che i migranti sono accolti male, costretti a vivere in condizioni pessime, sono sfruttati e spesso diventano a loro volta sfruttatori, venditori abusivi di false griffe fornite dalle aziende camorriste, spacciatori, occupano abusivamente, o creano baraccopoli infernali. […]

Il disorientamento dei cattolici è generato anche dal fatto che in Italia le chiese fanno il tifo per l’accoglienza (caotica e senza controllo), mentre cardinali e vescovi africani non solo fanno di tutto (e con pochissimi mezzi  a disposizione) per evitare questa tratta di esseri umani, da parte di negrieri senza scrupoli, ma anzi mettono in guardia l’Europa dalle conseguenze di un fenomeno migratorio sempre crescente e utilizzato da fanatici musulmani per giungere a una persecuzione religiosa che tende al genocidio dei cristiani già in atto nei Paesi orientali. Chi dobbiamo ascoltare noi? […] Bisogna evitare di schierarsi da una parte o dall’altra affinché prevalga il buon senso, perché la ragione non sta mai da una parte o dall’altra in maniera netta. La prudenza e la temperanza erano virtù care a sant’Antonio».

Biagio N. 

 

«Si legge nella Storia Naturale che la vacca selvatica lancia da lontano il suo sterco contro il cacciatore che la insegue e lo colpisce: il cacciatore viene così trattenuto e ritardato, e intanto essa fugge. Sicuramente fanno oggi così anche alcuni prelati, vacche grasse sul monte di Samaria, vacche belle e molto grasse che pascolano in luoghi paludosi»: chi sta dando delle vacche a certi vescovi, è nientedimeno che il nostro caro sant’Antonio (Domenica VI dopo Pasqua), che l’amico lettore definisce prudente e temperante. La stessa cosa, se volessimo, potremmo dirla per san Francesco: mentre tutti, Papa compreso, si armavano per andare a far la festa ai musulmani, lui si recò a incontrare personalmente il sultano, forte solo della sua fede in Dio, che è padre di tutti.

È assolutamente vero, caro Biagio, che la ragione non sta mai solo da una parte, né, d’altronde, abbiamo mai stigmatizzato su queste pagine la comprensibile paura delle persone. Semmai abbiamo spesso suggerito che la paura, almeno in buona parte, è figlia dell’ignoranza, perciò in tale direzione va affrontata, e non continuando a fomentarla magari solo per guadagnare facili consensi. Ma se equidistanza significa abdicare alle proprie responsabilità e impegni, umani prima ancora che evangelici, non possiamo continuare a tirarcene fuori: bisogna prendere posizione. Pur trovandoci d’accordo con lei che la situazione è ben più complessa di qualsiasi semplificazione, da una parte come dall’altra.

 

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Data di aggiornamento: 20 Settembre 2019

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