Saper soffrire per ri-creare

Giornata mondiale del malato 2019, tra creazione e nuova creazione, passione, morte e Risurrezione lasciandosi ispirare dalle parole di sant'Antonio.
11 Febbraio 2019 | di

«Gesù dice per bocca di Isaia: “Ho faticato a vuoto, per nulla e invano ho consumato le mie forze” (Is 49,4). Nella creazione il Signore non ha faticato, perché “ha fatto tutte le cose che ha voluto” (Sal 134,6); ma nella ri-creazione faticò tanto, che “il suo sudore fu di gocce di sangue che scorrevano in terra” (Lc 22,44)». Sant'Antonio, Sermoni, Domenica IV dopo Pasqua, I, 5

 

Mi consola che anche il nostro Santo dica: «Quanto grande è la distanza tra il dire e il fare, altrettanta ce ne fu tra il creare e il ri-creare»; ne ho bisogno perché ogni giorno mi confronto con i miei tentativi di essere un frate migliore, ogni giorno attorno a me sento tanti «faccio fatica…, è difficile…».

Ogni giorno vedo a rischio di lacerazione relazioni affettive, amicali, famigliari, lavorative e quant’altre. Sembra che tutto il bene per cui tentiamo di spenderci con buona intenzione e che ci fa qualche volta se non fieri almeno contenti di noi, ci scivoli via come sabbia dalle mani, e tutto improvvisamente appaia essere stato un impegno buttato, una presa in giro, un tradimento. E inizia allora un sottile ma ben curato viaggio nel rancore, tra solenni autogiustificazioni o ripiegamenti in sensi di colpa, entrambe derive infelici e da non praticare.

Il nostro sant’Antonio che conosceva bene – e come confessore e come uomo sulla strada – il «guazzabuglio» che è nel cuore umano fatto di sogni e di frustrazioni, ci sprona a uscirne guardando al di sopra delle nostre «piccole» situazioni, non per alienarci o consolarci «alla buona», ma per farci apprendere qualcosa che apra a migliori vie d’uscita. E punta così dritto al progetto di salvezza di Dio in Gesù Cristo: «Agevole e facile fu la creazione, che avvenne con una sola parola; ma la ri-creazione fu molto difficile, perché avvenne per mezzo della passione e della morte». Come dire che il Creatore disegnò da par suo la scena di tutta la scenografia ambientale e umana del bene possibile, ma sapendo – eccome! – che il vero e duraturo Bene sarebbe passato dal proprio Dolore, dalla ri-Creazione: «Il Signore quindi faticò e così ci strappò dalle mani del diavolo».

Sant’Antonio ci dice tuttavia – come a incoraggiarci – che Dio stesso sembra avere dei «dubbi» sull’efficacia del suo spendersi : «Ho faticato invano», per nulla, cioè senza alcuna utilità. Non vedo infatti nessun vantaggio giungere dalla mia passione, perché «non c’è chi faccia il bene, non ce n’è neppure uno» (Sal 13,1). E se lo dice Lui!

Ebbene sì, anche noi ci sbizzarriamo in lodevoli e promettenti «creazioni», in cui tutto sembra funzionare, o dovrebbe funzionare. Arriva poi, però, il momento in cui bisogna ri-creare, cioè amare fino al sacrificio di sé quel pezzetto di creato che ci è affidato: se stessi, la famiglia, i figli, il lavoro, i conflitti, gli stessi nemici. Tutto da ri-creare, sempre. E se questo non è facile, è però indispensabile.

 

Il presente articolo è leggibile anche sul numero di febbraio 2019 del «Messaggero di sant’Antonio» e nella corrispondente versione digitale.

Data di aggiornamento: 11 Febbraio 2019
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