Stop agli sprechi natalizi
Finite le feste, rimane un paradosso che a livello collettivo non siamo ancora in grado di affrontare: si è sprecato troppo cibo nelle famiglie, mentre gli scaffali dei supermercati sono rimasti pieni di panettoni e dolciumi di ogni tipo. C’è chi ha azzardato stime: Assoutenti ha calcolato che in Italia circa 500 mila tonnellate di cibo sono finite nella spazzatura, soprattutto prodotti freschi, avanzi dei pranzi e delle cene fatte dalla vigilia di Natale all’Epifania, per un totale di 80 euro a famiglia. Molto peggio è andata a livello mondiale dove l’invenduto alimentare, dai panettoni, ai cioccolatini, ai torroni è stimato per 90 miliardi di euro lungo tutta la filiera, secondo uno studio di ECR Retail Loss.
Il problema è che per le festività la richiesta è molto alta ma si esaurisce in pochissime settimane, tanto che è più complicato gestirla in modo più razionale e sostenibile. E così proprio il Natale, la festa più significativa e spirituale dell’anno, diventa non solo occasione di sprechi e di costi molto alti per famiglie ed imprese, ma di inquinamento dell’ambiente e di diseguaglianza delle opportunità tra persone e popoli. Un vero paradosso.
In realtà, se ci si organizza per tempo, molte contromisure si possono prendere per coniugare la bellezza della festa e la gioia di celebrarla a dovere con il suo significato più profondo. A livello aziendale si stanno imponendo nuove strategie per recuperare il valore dell’invenduto, dal fare donazioni a enti benefici al trasformare l’invenduto in ingredienti secondari o nuovi prodotti. Ma ciò che è più importante è che cosa possiamo fare noi come consumatori: organizzare meglio l’acquisto di cibo rispetto al numero delle persone, consumarlo nei giorni successivi e congelare ciò che non si riesce a mangiare per tempo. C’è poi un’altra opzione che pochi ancora considerano: ci sono delle App per donare il cibo in eccesso a chi ne ha più bisogno; la valorizzazione del cibo, ridiventa così anche valorizzazione della persona.