Mimmo Paladino, Caduto a ragione, 1995.

San Francesco contemporaneo

Si può visitare fino al 1 novembre la mostra «San Francesco nostro contemporaneo. Tra arte e spiritualità», allestita a Palazzo Baldeschi, a Perugia.
| Luisa Santinello Redattrice

Una figura umana scolpita nel bronzo si erge a mani tese, tutta ricoperta di uccellini, come in una poetica sintesi tra uomo e natura. Basterebbe la splendida opera di Mimmo Paldino (Caduto a ragione, 1995) per evocare nell'osservatore il santo patrono dell'ecologia san Francesco d'Assisi nel 800° anniversario della sua morte. Ma la scultura in questione è soltanto una delle molte opere che fino al 1 novembre rendono omaggio al Poverello di Assisi nell'ambito della mostra «San Francesco nostro contemporaneo. Tra arte e spiritualità», allestita a Palazzo Baldeschi, a Perugia.

Organizzata da Fondazione Perugia e curata da Costantino D'Orazio, l'esposizione mira a rileggere l'eredità spirituale e culturale del Poverello d'Assisi attraverso la sensibilità di grandi artisti italiani e internazionali del Novecento e dei primi anni Duemila. Artisti del calibro di Alberto Burri, Emilio Isgrò, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Marina Abramovic, Maurizio Cattelan, Luigi Serafini e Omar Galliani. «In occasione degli ottocento anni dalla morte di san Francesco, abbiamo voluto offrire al pubblico una prospettiva nuova su una figura centrale per l’Umbria e per la cultura universale, attraverso un progetto realizzato in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria che rafforza la rete delle istituzioni culturali della città» ha spiegato Alcide Casini, presidente della Fondazione Perugia.

Tra le opere su cui soffermarsi (provenienti da importanti istituzioni come MAXXI_Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, Fondazione Pistoletto Cittadellarte): In Lumine Dei di Omar Galliani, che accosta il Cantico delle creature, inciso su una tavola dorata, al ritratto di una donna di spalle: un tentativo di riflettere sull'esperienza del divino e sul concetto di luce intesa come presenza diffusa che attraversa ogni forma del vivente.

In mostra poi anche opere direttamente ispirate alla figura di san Francesco, come quelle di Gerardo Dottori, e altre che si soffermano invece sul rapporto tra uomo e natura (vedere per credere quelle di Marina Abramovic Mario Ceroli, Giuseppe Penone, Nicola Samorì, Luigi Serafini, Kiki Smith, Bruno Ceccobelli e Maurizio Cattelan). Completano la rassegna dieci opere grafiche di Paul Cezanne, Jean Cocteau, Alberto Giacometti, Mario Sironi, Odilon Redon, Maurice Denis, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso e Henri Rosseau provenienti dal Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna.

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Data di aggiornamento: 14 Maggio 2026