Sulle tracce dei maestri (I^ parte)

C’è un turismo che cerca i luoghi in cui operano o hanno operato coloro che promuovono valori profondamente umani: sacerdoti, magistrati, medici, intellettuali, professionisti o semplici operai. Percorsi dove ogni passo non è solo memoria...
08 Luglio 2026 | di

C’è un tipo di turismo che passa sotto traccia perché, più che riguardare i guadagni e le presenze, è un viaggio dentro se stessi, una sorta di pellegrinaggio laico sulle tracce di coloro che hanno contribuito a costruire i valori personali e quelli della società in cui viviamo. Itinerari dell’anima più che dei luoghi, che ci mettono sulle tracce dei maestri, quelli più vicini a noi: i grandi preti, le vittime della mafia, i poeti, gli intellettuali, gli scienziati, gli imprenditori che hanno saputo interpretare un’epoca: ognuno di loro è una chiave di un mondo etico, che mai come in questo periodo sentiamo minacciato. Non è solo colpa della guerra, degli sconvolgimenti geopolitici e delle divisioni accentuate dai nuovi media, ma della crisi delle comunità. Sullo sfondo, la voglia di ritrovare una coesione oltre se stessi, un bisogno più o meno consapevole di riscoprire un noi, un terreno comune oltre le differenze, di ritornare a casa. «È un tipo di turismo che incrocia tre filoni: l’heritage tourism, cioè il turismo del patrimonio intangibile; il legacy tourism, ovvero quello legato all’eredità morale, e il pellegrinaggio – afferma Paolo Casetti esperto di turismo e destination manager dei borghi –. Non è in gioco tanto l’esperienza culturale ma la ricerca del “patrimonio morale”». 

Può riguardare i piccoli centri della provincia, come la chiesetta di Barbiana sul monte Giovi a pochi chilometri da Firenze dove don Lorenzo Milani creò la sua famosa scuola o il comune di Chiaravalle nell’anconetano dove ancora è visitabile la casa natale di Maria Montessori, oggi museo. Sempre nel cuore della provincia italiana ci sono anche realtà come il Villaggio Olivetti a Ivrea (TO), creato da Adriano per unire industria, architettura e innovazione sociale. La ricerca può riguardare anche le grandi città, con una rilettura spesso originale delle periferie. Un esempio è il Mandrione–Tuscolano, a Roma, dove operò don Roberto Sardelli, il «prete dei baraccati», e dove ci sono dei resti dell’acquedotto Felice. Poi ci sono personaggi che incrociano più luoghi e più culture, come Pier Paolo Pasolini, personalità poliedrica, poeta, scrittore e regista, con radici in Friuli e a Bologna, stregato dalla Laguna, vissuto a Roma, profondo conoscitore delle borgate e delle contraddizioni della società italiana. 

«Il viaggiatore che si pone sulle orme di questi personaggi, cerca i luoghi dove essi si sono formati o hanno operato: la casa natale, il museo dedicato, le comunità e i servizi sociali creati, i centri studio, i memoriali, i luoghi centrali negli scritti o nei film». A volte la visita si allarga all’intero paese o al quartiere, con l’obiettivo di immergersi nella memoria, di vedere per un attimo con gli occhi del maestro. «L’intento non è puramente celebrativo – spiega Casetti –, ma nasce dal bisogno di riflettere sui propri valori, di portarsi a casa un bagaglio per la vita, che induca alla speranza, che ristabilisca una fiducia negli altri». Per tutti questi motivi è una forma di turismo quasi intimistica: «Non è possibile quantificarla – continua Casetti –, perché spesso per viverla non si paga un biglietto, unico mezzo che gli specialisti hanno per misurare i flussi turistici. Il più delle volte i luoghi dei maestri non sono la meta principale, ma sono a margine di un viaggio più grande. Si tratta comunque di un turismo che segue la scia del turismo sostenibile, rispettoso di luoghi, natura e abitanti e che contribuisce a contrastare l’iperturismo, grande sfida dei nostri tempi». Abbiamo provato a percorrere alcuni itinerari, alla ricerca dei luoghi dei grandi maestri contemporanei, per ritrovare i loro passi e riflettere sul futuro che vogliamo.

Palermo, la città in rinascita

Palermo non è più la città descritta dalle serie di Netflix e Prime, un concentrato di degrado e crimine organizzato. Ormai da molti anni, è in corso una lenta ma decisa rinascita, che cammina sulle gambe di associazioni, privato sociale, parrocchie, singoli individui. Chi vuole scoprire questa «foresta che cresce», visitandone i luoghi e le realtà, può rivolgersi a Palma Nana, il tour operator di Libera il g(i)usto di viaggiare

Il focus è più concentrato sulle scuole, ma l’esperienza è aperta a tutti, famiglie o gruppi di amici. «La prima domanda che facciamo ai visitatori è che cosa gli viene in mente quando pensano alla Sicilia – spiega Valentina, appassionata guida della sua città –. Subito affiorano i pregiudizi e nostro compito è destrutturarli, per raccontare un’altra Palermo, in un viaggio a più voci». Valentina non è una semplice guida: è una mediatrice culturale, a lei tocca tirare le fila dell’esperienza. Il viaggio inizia dall’aeroporto o dalla stazione e può durare da mezza giornata ad alcuni giorni, attraversando tutta Palermo: s’inizia dalla Kalsa, il quartiere arabo, ma anche quello di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per poi proseguire nei luoghi che ospitano le realtà sociali del territorio: nel quartiere Brancaccio si visita la parrocchia di San Gaetano, dove è stato parroco don Pino Puglisi, una vita a sottrarre i ragazzi dalla criminalità, ucciso dalla mafia nel giorno del suo 56° compleanno. Tappa imprescindibile è il ristorante «Al Fresco», giusto di fronte alla cattedrale, i cui cuochi, i «Cotti in fragranza», sono ragazzi del carcere minorile Malaspina. «Giocano con le parole, per dimostrare nei fatti che il reato non si cancella, ma non è un destino, si può scegliere di ricominciare – spiega Valentina –. Un concetto che ormai non ti propone più nessuno: è più facile condannare, stigmatizzare, confondere il reato con la persona». Una delle esperienze più belle è visitare Danisinni, «un quartiere in piena rinascita sociale e urbanistica, grazie all’intuizione di un frate cappuccino, fra Mauro Billetta, che ha saputo leggere il territorio e capire che solo gli abitanti potevano farlo fiorire

Altra esperienza da non perdere è quella attraverso i beni confiscati alla mafia e oggi sede di attività sociali e produttive. Si parte da Portella della Ginestra, nell’entroterra di Palermo, dove il 1° maggio del 1947 gli uomini del bandito Giuliano spararono su una folla di contadini. Si continua visitando la cantina vitivinicola Centopassi di Libera Terra, in memoria del giornalista Peppino Impastato, ucciso dalla mafia per le sue denunce. Un tempo appartenuta a Giovanni Brusca, l’assassino di Falcone per conto di Cosa Nostra, la proprietà è oggi una realtà riconosciuta nel suo settore, gestita dalla cooperativa Placido Rizzotto, un altro nome importante, che celebra il sindacalista corleonese che ha dato la vita per liberare la sua terra dall’oppressione mafiosa: «È in questo percorso che riuniamo il passato con il presente. Parliamo dei sindacalisti che aiutarono le lotte contadine di un tempo per legarle alle lotte di oggi, contro il caporalato e lo sfruttamento. E come se dicessimo, soprattutto ai ragazzi: “Ti consegniamo queste storie come fossero cicatrici, dalle quali tu puoi prendere esempio e puoi ricominciare”». 

Vede centinaia di ragazzi, Valentina, e ogni volta è sorpresa dalle loro reazioni: «L’esperienza è potente, li provoca direttamente, ed è una condizione a cui loro non sono abituati. D’improvviso non si trovano più sul divano di casa a scrollare una realtà piatta. Il loro sguardo è cambiato, i loro sensi sono accesi, hanno una potenzialità incredibile». In apparenza Valentina li fa entrare a Palermo dalla porta di servizio, ma dietro quella porta c’è un mondo: gli parla di uomini in carne e ossa, Giovanni, Paolo, Pino, Peppino, Placido, che non volevano essere eroi, ma hanno scelto di fare il loro dovere fino in fondo. Una scelta che permette ancora oggi a Palermo, e per esteso all’Italia, di rinascere a testa alta, trasformando persino i vicoli e le piazze dei quartieri più difficili in tante possibilità di vita.

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Data di aggiornamento: 08 Luglio 2026
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