A volte ce ne accorgiamo, altre nemmeno ci facciamo caso. Eppure capita più spesso di quanto si possa immaginare di lasciarsi condizionare dai pregiudizi. Un’occhiata, qualche parola e pensiamo già di aver capito tutto. Pena poi cadere in un circolo vizioso, perché come diceva Albert Einstein, «È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio».
Parla l'avvocato Antonio M. Romanucci, uno dei legali che rappresentano la famiglia di George Floyd, deceduto a Minneapolis durante un fermo di polizia nel maggio scorso.
L’inclusione è come un gioco a carte che a sua volta, proprio come il pregiudizio, si allena e si alimenta da solo, pur partendo, magari, da un divertente imprevisto.