Per la Pasqua 1997, monsignor Antonio Riboldi, testimone del terremoto del Belice, firmò sul «Messaggero di sant’Antonio» un intenso articolo che vi riproponiamo oggi, nel giorno del suo funerale, in sua grata memoria.
Una messa, una supplica a sant'Antonio e una benedizione speciale. La Basilica promuove un momento di preghiera per le famiglie che hanno perso un figlio. Prossimo appuntamento: 8 aprile 2018, domenica in Albis.
Ciò che siamo l'abbiamo capito nel giorno di Pasqua, «partoriti» dal grembo di quella notte santa che sola sa che cosa sia davvero successo, e ne serba per sempre il mistero: redenti e salvati dall’amore «esagerato» del Signore.
«La morte (mors) deriva il suo nome dal morso del primo uomo, che mordendo il frutto dell’albero proibito, incontrò la morte». (Sermoni di sant’Antonio, Domenica V di Quaresima, IV-8).
«Vieni al mio compleanno?». Non è l’invito del mio nipotino alla sua festa con amichetti e parenti: ho di fronte un distinto cinquantenne in giacca e cravatta, serio serio, e la sua è una richiesta ufficiale. «Compio tre anni» mi dice Antonio chinando il capo verso di me, in confidenza.