Sono sei le sindromi più ricorrenti nel discernimento vocazionale: si tratta di «virus» (molto simili tra loro) devastanti che possono colpire a fondo il germe della vocazione che il Signore ha seminato nel cuore.
Perché stare davanti al crocifisso? In che modo la croce può parlarmi e cos’ha da dirmi oggi? È forse solo un concentrarsi sul dolore e sulla morte o c’è di più?
Metti che tu sia un giovane che sta cercando cosa fare della sua vita. Metti che tu sia in discernimento vocazionale. Metti che vorresti fare una scelta e lanciarti verso una direzione… Però metti anche che hai le idee confuse. Che fare?
L’atteggiamento vero della fede non ci dice che «dobbiamo farci obbedire», ma ci dice che siamo noi a dover obbedire! A Dio, certamente. Ma il primo modo di obbedire a Dio, il modo più concreto, è quello di obbedire alla realtà.
«Cristo ti chiede [...] di avere il coraggio di raccontare agli altri che è un bene per te averlo incontrato». Possiamo leggere il libro di suor Maria Manuela come risposta a questa richiesta, ripresa dall’enciclica Dilexit nos di papa Francesco (cfr. n. 211). La stessa autrice invita a questa lettura come occasione utile per «scoprire qualcosa in più di te che non ti era noto», evitando di far «prevalere la chiusura in quel che pensi e sai già», che preclude ogni avventura.
Capita a tutti, prima o poi, di vivere una crisi. Nella fede, nelle relazioni, nelle scelte… anche nel discernimento vocazionale. Non è strano, non è sbagliato, non è colpa tua. Fa parte del cammino.