Nel discernimento vocazionale spesso ci chiediamo: «Come fa Dio a parlarmi?». A volte ci sembra che il cielo resti muto, ma la storia di san Francesco ci mostra che lo Spirito parla davvero, e in tanti modi.
La corsa, così come la vita spirituale, richiede allenamento, costanza, impegno, dedizione, determinazione, pazienza, fatica e anche sudore. Ma è anche dono, gratuità, bellezza, sguardo alla natura.
Perché stare davanti al crocifisso? In che modo la croce può parlarmi e cos’ha da dirmi oggi? È forse solo un concentrarsi sul dolore e sulla morte o c’è di più?
Metti che tu sia un giovane che sta cercando cosa fare della sua vita. Metti che tu sia in discernimento vocazionale. Metti che vorresti fare una scelta e lanciarti verso una direzione… Però metti anche che hai le idee confuse. Che fare?
L’atteggiamento vero della fede non ci dice che «dobbiamo farci obbedire», ma ci dice che siamo noi a dover obbedire! A Dio, certamente. Ma il primo modo di obbedire a Dio, il modo più concreto, è quello di obbedire alla realtà.