Accogliere un bambino nella propria vita e nel proprio corpo è un «grande lavoro» che richiede forza ed equilibrio. Un'esperienza multistrato che - tra gestazione, parto, nascita e nutrimento - sfiora ogni parte della persona e dell'esistenza. Per questo va coltivata a partire dall'ascolto. Ne è convinta Verena Schmid, ostetrica dal 1979, docente e autrice di numerosi libri, che nella sua ultima pubblicazione Nel giardino segreto.
La nascita è il miracolo, dice Hannah Arendt, che preserva il mondo dalla sua rovina infondendo fede e speranza nei viventi. Ma ogni nascita è tale perché esiste l’altro, esiste una relazione. Costruire speranza è, dunque, costruire comunità.
Il prete milanese, teologo morale e bioeticista, esplora il terreno della libertà e dell’identità della persona, alla ricerca dei motivi che oggi portano a un sensibile calo della generazione di figli. L’indagine parte dalla situazione demografica italiana, analizzando il tema da un punto di vista psicologico, etico-filosofico e biblico, e rilevando alcune criticità odierne, soprattutto l’incapacità di scegliere per diventare soggetti autonomi e di impegnare la propria libertà con l’altro.
Cosa significa dare alla luce un figlio in Germania? Risponde Lisa Cardellini, pediatra di origini umbre che lavora nell'Ospedale della Charité di Berlino.