L’amore di cui ci parla il Vangelo parte da un «sano» egoismo che ci chiede di amare noi stessi e, proprio per questo, di amare gli altri. Perché solo amando gli altri realizziamo noi stessi e una vita piena. E otteniamo la gioia vera e la vita eterna.
Amare è un’arte che richiede un paziente e finissimo lavoro artigianale: dedizione, cura, passione e tenacia. È l’unica «merce» che non si consuma. Anzi, più amore si dà, più esso cresce.
Esattamente come nell’episodio della trasfigurazione, evento luminoso nella vita di Gesù, i momenti di gioia, in famiglia e nella coppia, custodiscono la luce nei periodi di crisi.
Quando il coniuge non soddisfa il nostro bisogno di amore e di riconoscimento, la tentazione è quella di ricorrere a facili soluzioni, pretendendo che l’altro si conformi alle nostre esigenze più profonde. Ma Gesù ci insegna a cambiare prospettiva.
Ogni coppia unita dal sacramento del matrimonio vive un legame sponsale abitato dallo Spirito. Per questo gli sposi devono privilegiare la loro unione rispetto a ogni altra relazione.