Esattamente come nell’episodio della trasfigurazione, evento luminoso nella vita di Gesù, i momenti di gioia, in famiglia e nella coppia, custodiscono la luce nei periodi di crisi.
Quando il coniuge non soddisfa il nostro bisogno di amore e di riconoscimento, la tentazione è quella di ricorrere a facili soluzioni, pretendendo che l’altro si conformi alle nostre esigenze più profonde. Ma Gesù ci insegna a cambiare prospettiva.
Ogni coppia unita dal sacramento del matrimonio vive un legame sponsale abitato dallo Spirito. Per questo gli sposi devono privilegiare la loro unione rispetto a ogni altra relazione.
Giuseppe, che si ritrova con la promessa sposa che attende un figlio non suo, si fida della parola di un angelo e questo fa di lui un uomo di Dio. E, in tal modo, mostra a tutti gli uomini come ascoltare, comprendere, meditare e scegliere.
Gesù, così come aveva fatto al tempio, viene a espellere dalle nostre famiglie le logiche opportunistiche dei mercanti, affinché torniamo a prenderci cura del nostro «tempio» familiare, ed esso sia abitato solo dalle dinamiche dell’amore.
A dare retta al Vangelo, la risposta è una sola: in famiglia, coi figli e il coniuge, siamo chiamati a essere servi e pure inutili. Perché così ha fatto Gesù, lavandoci i piedi e morendo per noi.