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Mariapia Veladiano

Adesso che sei qui

08 Marzo 2021 | Recensione di
Adesso che sei qui
Scheda
Guanda
2021
€ 18,00

Un romanzo sulla fragilità. Quella che ci coinvolge tutti e dalla quale spesso cerchiamo di scappare in ogni modo. Ma si sa, ci sono situazioni dinanzi alle quali la fuga non funziona perché la fragilità irrompe in modo quasi violento, manifestandosi all’improvviso. Accade a zia Camilla (co-protagonista dell’ultimo magnifico romanzo di Mariapia Veladiano, Adesso che sei qui), donna di campagna elegantemente bizzarra, che nel pomeriggio di un giorno caldissimo di agosto si presenta nella piazza del suo piccolo paese trentino vestita di tutto punto, con cappotto, cappello e guanti.

Il paese «vede», comprende e reagisce immediatamente (chissà che cosa sarebbe successo in una grande città? Ma questa è un’altra storia...), chiamando Andreina, la figlia d’anima, la nipote «ceduta» tanti anni prima a Camilla, che non ha figli, dalla sorella che di figlie ne ha avute invece tre. Andreina accorre, calma la zia e la riporta a casa, dove le si svela inaspettatamente un mondo devastato, del quale Camilla aveva salvato solo l’apparenza, quasi come un argine potente contro il manifestarsi della malattia degenerativa. 

Tutto questo non è che l’antefatto del romanzo, e introduce alla vera vicenda – narrata da Veladiano con la consueta profondità e con le parole levigate e poetiche cui ci ha da tempo abituati –: la vita accanto a un malato di Alzheimer, le paure da affrontare, le scelte da compiere, i tentativi di garantire una vita degna a tutti gli attori in gioco. Andreina, donna intelligente e abituata da sempre, grazie al suo lavoro di insegnante, a leggere i segni del corpo, le parole e i silenzi dei suoi interlocutori, decide, contro il parere di molti, di tenere zia Camilla in casa.

Ma non è un’eroina questa figlia-nipote: è solo una donna che lascia parlare l’amore e che attinge a tutta la sua esperienza e alla fantasia per poter gestire la situazione in modo creativo. Andreina sa capire che da sola non può farcela, che deve chiedere aiuto. E così sa appoggiarsi a una rete meravigliosa di donne («le ragazze», come le chiama zia Camilla: compaesane ma anche giunte da Paesi lontani) che, con la sua stessa flessibilità, adattano i loro tempi e il loro mondo ai tempi e al mondo di Camilla. Donne accoglienti perché a loro volta accolte e rispettate, parte attiva di un progetto di rinascita nel quale lo sfruttamento non è contemplato. 

Certo, in alcuni passaggi del libro viene da chiedersi se le soluzioni trovate da Andreina sarebbero alla portata di tutti... Ma, al di là di ogni possibile risposta, rimane un messaggio universale e profondamente vero: per vivere le nostre fragilità dobbiamo saper aprire il nostro mondo alla presenza solidale degli altri. E riscoprirci capaci di vivere con mitezza, affidandoci fiduciosi al fluire della vita. 

Data di aggiornamento: 08 Marzo 2021