Ecologia integrale

Dopo la pandemia, possiamo perfezionare la nostra capacità di ascolto anziché di consumo della natura, per avanzare verso una splendida comunione tra di noi, con la natura e con Dio.
27 Luglio 2020 | di

«Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri / graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova: / ne sentirò freschezza, assorto nel mistero».

Comincia così una poesia di Arthur Rimbaud sulla risonanza intima che l’intensità delle sensazioni gli produce in estate, quando tutto ci investe in modo abbagliante: la luce, il vento, i colori, i profumi, il blu della notte. Gli strati di indumenti che normalmente ci ricoprono, si assottigliano, e così la nostra pelle accoglie i nuovi stimoli e li amplifica. La parola chiave che Rimbaud ci offre è «mistero».

L’etimologia rimanda al chiudere la bocca, all’interdizione a dire. Ma il tacere è per ascoltare, per contemplare. Per accorgerci che la natura è una bellissima lettera d’amore che Dio ha scritto per ciascuno di noi.

Lo dice papa Francesco nella Laudato si’: «La natura è piena di parole d’amore, ma come potremo ascoltarle in mezzo al rumore costante, alla distrazione permanente e ansiosa, o al culto dell’apparire?».

Impariamo in questo tempo così carico di sensazioni ad abbandonare l’ansia del dire e del fare, e a coltivare la capacità di tacere, ascoltare e ricevere. Dopo la pandemia, possiamo perfezionare la nostra capacità di ascolto anziché di consumo della natura, per avanzare verso quell’«ecologia integrale», quella splendida comunione tra di noi, con la natura e con Dio, che ci regala una vita piena e giusta.

 

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Data di aggiornamento: 27 Luglio 2020
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