L’amore di cui ci parla il Vangelo parte da un «sano» egoismo che ci chiede di amare noi stessi e, proprio per questo, di amare gli altri. Perché solo amando gli altri realizziamo noi stessi e una vita piena. E otteniamo la gioia vera e la vita eterna.
Pubblichiamo la seconda parte del dossier di settembre. Viaggio al centro di un’attitudine alla base di ogni relazione, personale e sociale, che oggi appare sempre più difficile da vivere. A che cosa è dovuta questa difficoltà?
Secondo gli esperti la risata di un bambino piccolo è un importante strumento di relazione, un modo per comprendere il mondo e una tappa fondamentale del suo sviluppo.
Amare è un’arte che richiede un paziente e finissimo lavoro artigianale: dedizione, cura, passione e tenacia. È l’unica «merce» che non si consuma. Anzi, più amore si dà, più esso cresce.
Esattamente come nell’episodio della trasfigurazione, evento luminoso nella vita di Gesù, i momenti di gioia, in famiglia e nella coppia, custodiscono la luce nei periodi di crisi.