Gesù, dinanzi a chi vorrebbe lapidare la donna adultera, si mette a scrivere sulla sabbia, come i bambini, ponendosi così allo stesso livello della donna, che ha tradito esattamente perché ha seguito il proprio «io» bambino.
Una frase, letta un paio d’anni fa sui muri di Borgo di Filetto, in Lunigiana, apre spazi di riflessione: nonostante gli eventi della vita ci disorientino, quando amiamo e siamo amati, siamo a casa.
Il dialogo tra Mosè e la «voce» nel roveto ardente mostra alle coppie una cosa sola: che è possibile bruciare d’amore l’uno per l’altra senza consumare il sentimento. Purché esso sia abitato, come il roveto, da Dio.
La consapevolezza della povertà è centrale per la fede. Solo chi ha fame riceve volentieri qualcosa da mangiare. Per questo il Vangelo è per i poveri, che si ritengono tali anche se sono colti, hanno imprese o tengono esercizi spirituali.
Nel brano evangelico delle nozze di Cana c’è una figura su cui di rado ci si sofferma. È il maestro di tavola, figura fondamentale per riconoscere il «vino buono»…