Nel brano evangelico delle nozze di Cana c’è una figura su cui di rado ci si sofferma. È il maestro di tavola, figura fondamentale per riconoscere il «vino buono»…
Le scritte cha compaiono sui muri delle nostre città sono a volte vere e proprie perle di saggezza. Sembrano parole buttate lì a caso, ma invece aprono mondi e raccontano tanto di chi le ha scritte e anche di noi che le leggiamo.
C’è un tempo in cui, anche se solo metaforicamente, perdiamo i nostri figli. Ma se continuiamo a cercare di riallacciare con loro una relazione, arriverà il terzo giorno, il giorno in cui anche loro «risorgeranno» a una nuova identità adulta.
Con i figli e le figlie adolescenti è meglio che le madri passino la palla al «paterno», ossia a quella modalità educativa che crea argini e sponde, spinge alla libertà e suscita coraggio. Oltre che al «gruppo adolescente».
Il cuore è il centro vitale di noi stessi, sia biologicamente che per la nostra unità integrale. È il fulcro della nostra capacità di sentire e provare empatia.
Solo ascoltando il Signore, la sua Parola, possiamo scoprire il suo amore per noi. E, attraverso il suo amore, imparare ad amare noi stessi per poi amare chi ci è accanto.