Il bene che vale il doppio

Caritas sant’Antonio presenta il suo 4° bilancio sociale. Per il 2025 il rapporto costi-benefici è il più alto di sempre, alimentando un valore di oltre 6 milioni e 400 mila euro.
10 Giugno 2026 | di

Fare il bene moltiplica il valore del dono. A dimostrarlo è il quarto bilancio sociale di Caritas sant’Antonio, presentato nello Studio Teologico della Basilica del Santo, lo scorso 9 giugno. La rendicontazione sociale dell’opera di carità più importante dei Frati Minori Conventuali non è solo uno strumento di trasparenza ma anche il modo per scattare una fotografia del valore creato nel 2025. Già i numeri sono di per sé significativi: 122 progetti in 40 Paesi del mondo per un totale di oltre 3 milioni e 800 mila. Ma avverte fra Valerio Folli, direttore di Caritas sant’Antonio, «il bilancio sociale non legge solo i dati ma li cala nel contesto di riferimento, che è un contesto di povertà complessa e multifattoriale. Può essere povertà educativa, energetica, sanitaria o concentrare più fattori di povertà insieme, provocando fenomeni quali le migrazioni o la precarizzazione del lavoro».

L’Africa è al centro della solidarietà antoniana e i referenti di elezione sono soprattutto i frati francescani, i missionari di altre congregazioni, ma anche le Caritas diocesane o le ong. «Nel tempo abbiamo creato una rete di relazioni e collaborazioni che ci permette di operare anche nei luoghi in cui i frati non ci sono» spiega il direttore. A sostenere Caritas sant’Antonio sono al 100% contributi privati, tramite donazioni degli abbonati al Messaggero di sant’Antonio, dei devoti del Santo ma anche attraverso la scelta del 5X1000.

A guidare l’operato dell’istituzione, che ha ormai 50 anni di vita, è il paradigma dello sviluppo umano integrale: «Nostro obiettivo non è solo quello di fare carità ma di contribuire all’autopromozione, investendo sulla formazione scolastica e professionale e sull’avviamento al lavoro». La maggior parte dei progetti sono, infatti, di sviluppo e spaziano dalla salute alla scuola, dalla promozione umana alle abitazioni, dall’acqua alla formazione professionale. I beneficiari sono soprattutto bambini e ragazzi e per il 94,8 % le popolazioni rurali.

Tra i Focus di maggior rilievo del 2025, i 2 progetti lanciati in occasione del 13 giugno, uno per la costruzione di un centro contro il disagio giovanile a Palermo, tuttora in costruzione; l’altro per creare il centro di amministrazione e riorganizzare gli spazi di cura dell’ospedale dei frati in Burkina Faso, l’unico in un vasto bacino di utenza. Sempre nel 2025, sono entrati nell’orbita di Caritas sant’Antonio altre due realtà di solidarietà dei frati: Casa Amica sant’Antonio a Como per aiutare l’inserimento socio-lavorativo dei detenuti e il MiFrER (Missioni Francescane Emilia-Romagna, Bologna) per sostenere le missioni francescane nel mondo.

Di particolare interesse il focus sui costi-benefici della carità antoniana. Caritas sant’Antonio – spiega il direttore – si pone nell’ottica della collaborazione, tende cioè a non finanziare interamente il progetto ma a chiedere la collaborazione locale e quella di altre realtà di solidarietà in rete con il progetto. «In questo modo siamo riusciti a calcolare il contributo dei diversi soggetti: il 34% sono co-finanziamenti con altre realtà, il 6% è il contributo locale e il 60% è il contributo di Caritas sant’Antonio. In questo modo pur avendo speso 3 milioni e 800 mila euro abbiamo reso possibile progetti vitali per un valore di 6 milioni e 400 mila euro».

Il confronto dei progetti realizzati da Caritas sant’Antonio con gli obiettivi dell’agenda 2030 di sviluppo sostenibile ha evidenziato ancora una volta un impatto molto superiore ai soldi donati: ogni euro speso da Caritas sant’Antonio corrisponde a 4,94 euro attivati per contribuire all’agenda 2030.

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Data di aggiornamento: 10 Giugno 2026
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