La povertà oltre le statistiche
I dati statistici confermano che la povertà in Italia è in progressivo innalzamento, eppure che cosa ciò significhi nel concreto per tante persone e famiglie non è in realtà così chiaro, visto che nel nostro Paese la povertà può celarsi dietro una normalità apparente.
È quanto riporta una elaborazione di «Secondo Welfare», il laboratorio di trasformazione sociale sui temi del welfare, legato all’Università di Milano. Dietro ai numeri – spiegano gli esperti – si celano sempre scelte concrete, che le persone in difficoltà devono affrontare tutti i giorni: meglio fare la spesa o pagare la bolletta? Meglio scaldare la casa o spendere per una visita medica? Per esempio, le statistiche dicono che 10 italiani su 100 nel 2024 non sono riusciti a garantirsi un pasto adeguato con regolarità. Nel concreto significa che queste persone pur riuscendo a sfamarsi, non possono permettersi un pasto di qualità, ovvero un pasto con carne o pesce ogni due giorni. È ciò è vero soprattutto per gli anziani soli e per le famiglie con un solo genitore. La povertà alimentare non è solo perdita di qualità nutrizionale ma anche di scelta e di relazioni, perché per esempio non consente più di andare a mangiare una pizza fuori con gli amici.
Sempre nel 2024, quasi 9 italiani su 10 non riuscivano a scaldarsi adeguatamente. La guerra degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran probabilmente peggiorerà le condizioni dei più poveri e diventerà quest’estate impossibilità di raffrescarsi e di proteggersi dalle ondate di calore, un problema che può incidere sulla salute soprattutto delle persone più anziane.
Ci sono poi conseguenze più a lungo termine, quindi non subito visibili. Le famiglie che tendono a spendere tutto per la sopravvivenza di base, non riescono a risparmiare denaro per le emergenze. Così se si rompe il frigorifero tenderanno ad acquistare quello che costa meno, che risolverà il problema a breve termine, ma lo aggraverà nel tempo, perché un elettrodomestico di scarsa qualità durerà meno o avrà bisogno di riparazioni. Evenienze che fanno lievitare i costi ed espongono proprio i più deboli al rischio di sovraindebitamento.
Perfino chi possiede una casa non è così garantito, perché i costi di ristrutturazione sono sempre più alti e molte famiglie in difficoltà potrebbero trovarsi a vivere in situazioni di degrado, in condizioni insalubri o di costi energetici insostenibili. E se la propria casa diventa un posto squallido e poco accogliente a rimetterci è anche la vita sociale e le relazioni. A riprova che dietro alle cifre della povertà, ci sono milioni di vite e di storie, che vanno considerate nella giusta prospettiva. È il primo passo per provare a cambiare le cose.
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