«Oasi» contro le ondate di calore
Le ondate di calore non sono solo un’emergenza climatica, ma anche economica e sanitaria, soprattutto per le persone più fragili come gli anziani soli, i malati cronici, i bambini e le famiglie a basso reddito. Categorie che oggi entrano nel novero di un nuovo tipo di povertà, quella energetica, che non consente di raffrescare casa d’estate e di scaldarla d’inverno. Una povertà che nell’etate del 2025 ha causato 4500 decessi stimati.
L’emergenza sta moltiplicando i progetti di risposta che devono essere concreti e immediati. L’ultimo, appena partito a fine luglio, è il progetto «Oasi» della Croce Rossa Italiana, dove Oasi sta per «Offerta di Assistenza Socio-Sanitaria Inclusiva». Il progetto ha avuto una prima fase di sperimentazione l’anno scorso a Opera, nella città metropolitana di Milano, grazie alla collaborazione con Edison e Banco dell’energia. La seconda fase, che parte ora, fa diventare Oasi un progetto nazionale, grazie anche all’entrata di un nuovo partner, Plenitude.
L’idea centrale del Progetto OASI è quella di creare un «centro di raffrescamento» presso la sedi dei Comitato CRI, attrezzandole con un impianto di climatizzazione all’avanguardia, alimentato dal fotovoltaico. Le sedi diventano così rifugi climatici, aperti alla comunità durante le ondate di calore, dove le persone possono ricevere anche beni di conforto, accoglienza e informazioni utili.
Le prime aperture sono nei comitati di Ardea (Roma) e Rosignano Solvay (LI). In agosto seguiranno Borgosesia (VC), Caltanisetta e Napoli.
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