In soccorso del Venezuela

Un gruppo di sanitari italo-venezuelani dell’Associazione «Venezuela: La Piccola Venezia», che vivono e lavorano in Italia, hanno partecipato a una missione umanitaria della nostra Protezione civile. Intervista audio a Marinellys Tremamunno.
20 Luglio 2026 | di

A un mese dal doppio devastante terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno scorso, la conta dei morti e dei feriti non è purtroppo ancora conclusa. Il bilancio ufficiale parla di più di 4.500 morti e quasi 17 mila feriti. Ma i dispersi sarebbero ancora decine di migliaia. Sono cifre impressionanti che salgono di ora in ora mentre proseguono le attività di recupero dei corpi tra le macerie.

I rilievi satellitari compiuti dalla NASA, l’ente spaziale americano, hanno documentato spostamenti del suolo particolarmente intensi nell'area tra Caracas e La Guaira, confermando la violenza del sisma che ha interessato la placca caraibica e quella sudamericana.

Gli edifici danneggiati sfiorerebbero le 59 mila unità. Le agenzie dell’Onu hanno quantificato i danni diretti in circa 6,7 miliardi di dollari, quasi il 6% del prodotto interno lordo venezuelano.

A pagare il prezzo più alto è stata La Guaira, la cittadina portuale a quaranta minuti da Caracas, dove la maggior parte degli edifici in cemento armato, risalenti agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, non ha retto. Interi isolati sono collassati, travolgendo condomini, abitazioni, alberghi e persino l’ospedale San José. Danni gravi sono stati registrati anche nella capitale Caracas, ad Aragua e a Carabobo, mentre l'aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía è rimasto a lungo fuori uso.

La tragedia che ha colpito il Venezuela tocca direttamente anche l’Italia perché sono migliaia gli italiani e gli italo-venezuelani che vivono nel Paese. Per questo, tra le iniziative umanitarie segnaliamo quella promossa dall’Associazione «Venezuela: La Piccola Venezia» che ha messo insieme un team di medici e infermieri italo-venezuelani: tre ortopedici, due anestesisti, un pediatra, un chirurgo generale e un infermiere esperto in emergenza e primo soccorso. Tutti professionisti che da anni vivono e lavorano in Italia, e che hanno deciso di partire con la missione di soccorso inviata dal governo italiano per sostenere la popolazione venezuelana.

Il team sanitario è intervenuto nell’ambito delle attività coordinate dal Dipartimento italiano della Protezione Civile, in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e con il Ministero italiano della Difesa. La missione è partita a bordo di un velivolo dell’Aeronautica militare italiana.

Presso l'ospedale San José di La Guaira, il team ha operato nella piazza Padre Machado, di fronte all'edificio ospedaliero dichiarato inagibile e successivamente evacuato. È stato allestito un punto di triage, una farmacia da campo e una tensostruttura climatizzata destinata a piccoli interventi chirurgici. I casi più gravi sono stati stabilizzati e trasferiti all'ospedale da campo dell'organizzazione Samaritan’s Purse, dotato di due sale operatorie e di un'unità di terapia intensiva.

«I pazienti arrivavano soprattutto da Catia La Mar, dove gli aiuti non erano ancora giunti. Molti camminavano per ore pur di ricevere cure. Per questo concludevamo le visite alle ore 14. Il rientro doveva avvenire con la luce del giorno, poiché il buio scoraggiava molte persone dal raggiungerci», racconta il dottor Jorge Dikdan, ortopedico, specialista in chirurgia della mano e coordinatore sanitario della missione dei sanitari italo-venezuelani.

Dei sette medici, cinque prestano servizio presso l’ASReM Molise e fanno parte dell’Associazione «Venezuela: La Piccola Venezia», fondata nel 2017 dalla giornalista italo-venezuelana Marinellys Tremamunno, che riunisce cittadini italo-venezuelani con l'obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale, la solidarietà e lo sviluppo sostenibile del Venezuela.

Fin dall’emergenza pandemica da Covid-19, questi professionisti hanno contribuito in modo significativo a garantire la continuità dei servizi sanitari essenziali nei tre ospedali del Molise, mettendo la propria competenza e professionalità al servizio della sanità pubblica italiana.

Ne parliamo con Marinellys Tremamunno, presidente dell’Associazione «Venezuela: La Piccola Venezia».

 

 

Data di aggiornamento: 20 Luglio 2026
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