Pietro Del Soldà

Sulle ali degli amici

Una filosofia dell’incontro
08 Agosto 2020 | Recensione di
amicizia
Scheda del libro
Marsilio
2020
NODI
€16,00
Pietro Del Soldà (Venezia, 1973) è autore e conduttore di «Tutta la città mi parla», programma di Rai Radio3 che approfondisce ogni giorno un argomento sollevato dagli ascoltatori. Docente di ricerca in filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha pubblicato diversi saggi sul pensiero antico. Insegna al corso di laurea in Editoria e Scrittura all’Università La Sapienza di Roma. Per la sua attività radiofonica ha ricevuto il prestigioso riconoscimento Premio Flaiano 2018.

Forse mai come in questo periodo che stiamo attraversando, l’isolamento ci induce a riflettere sul fatto che i contatti con il prossimo sono così parcellizzati e quasi mai ci lasciano esprimere l’essenzialità di ciò che siamo davvero. «La società alimenta ogni giorno l’ossessione per un “Io” ipertrofico e narcisista e per un “Noi” escludente e aggressivo».

L’esempio viene dai social, dove esiste «la massificazione e la coercizione dell’amicizia» online. La logica è quella dell’appiattimento, nella convinzione che basti sbandierare il numero dei contatti o dei presunti amici, i followers, o pensare che basti un like per diventarlo. Ma l’amicizia è ben altro. È qualcosa che non può essere manipolata dalla rete.

L’autore si rifà a Platone e Aristotele per mostrarci come i legami d’amicizia siano non soltanto un pezzetto della nostra storia ma, decisivi, centrali. «È da lì che deve partire il nostro rapporto con il mondo e la sfera pubblica», afferma Pietro Del Soldà, autore e conduttore di Radio 3.

L’amicizia non è solo un volersi bene, affetto, vicinanza, aiuto reciproco e voglia di divertirsi insieme. È molto di più: è il gioco più serio, quella che, come dice Aristotele, «ci fa sentire che esistiamo». Per questo Del Soldà, ci fa «incontrare» filosofi e poeti con punti di vista e voci capaci di mostrarci l’esistenza «come un campo di gioco, in cui rispondere al nostro bisogno di senso e diventare migliori assieme agli amici». Socrate, per esempio, con il suo «incessante tuffarsi nella relazione», pone domande decisive: «Il legame tra amici nasce dalla somiglianza, dall’avere abitudini e radici in comune o è la diversità ad attrarci?».

E poi il contributo importante che viene da Platone, per mostrarci come gli amici siano uniti in un percorso di reciproca conoscenza che è il miglior modo di disporsi in rapporto con il cosmo, con quello che non è umano. «Questo significa abbandonare l’atteggiamento di conquista della natura che sta alla base del nostro modo di vivere.  Il rapporto uomo-natura è da ripensare e questo vale maggiormente oggi», afferma l’autore ricordandoci come per Aristotele l’amicizia è «il cemento delle polis».

La socialità è il bene più prezioso nell’uomo e va difesa. Si tratta di un’interazione che crea tessuto, cultura, futuro. La vera democrazia non è fatta di friends, ma di amici veri che si confrontano nella vita in maniera diretta, non mediata. Valutando di volta in volta il legame di onestà e costruendo un mondo più giusto.

Data di aggiornamento: 08 Agosto 2020