Sulle tracce dei maestri (III^ parte)

Pubblichiamo la terza parte del dossier di luglio-agosto dedicato a un turismo che cerca i luoghi in cui operano o hanno operato coloro che promuovono valori profondamente umani.
20 Luglio 2026 | di

Trieste e gorizia. Gli «itinerari basagliani»

Si dice che quel giorno, per accoglierlo in un clima di festa, fosse stata diffusa in tutti i reparti Tintarella di luna, di Mina. Chissà se è vero. Di certo, da quando Franco Basaglia mise piede per la prima volta nell’Ospedale psichiatrico di Gorizia, il 16 novembre 1961, furono in tanti a impallidire dinanzi ai suoi metodi di cura poco ortodossi. Basaglia fu infatti colui che, proprio a partire dagli anni ’60 (dapprima a Gorizia e poi a Trieste), rivoluzionò la psichiatria in Italia, inaugurando un modello che fece scuola nel mondo e che portò allo smantellamento dell’istituzione totale manicomiale (l’Italia fu il primo Paese al mondo a farlo) e al riconoscimento dei diritti civili e individuali dei pazienti psichiatrici. Oggi questi stessi luoghi in cui operò il padre della Legge 180 sono aperti alla città, in uno scambio fecondo e reciproco. E, grazie a una cooperativa sociale, La Collina, è anche possibile visitarli seguendo specifici Itinerari che spiegano come sia stato possibile che nel tempo siano diventati luoghi di inclusione, cultura e comunità.

Ma procediamo con ordine. La cooperativa sociale La Collina nasce nel 1988, all’interno di quel movimento cooperativo sorto a Trieste agli inizi degli anni Settanta proprio su impulso dello smantellamento del manicomio. Il nome lo mutua da una collina nel parco di San Giovanni – sede del manicomio cittadino – che ospitava, al tempo in cui Basaglia vi giunse, i «tranquilli», cioè i malati psichiatrici che potevano lavorare. Proprio La Collina ha ideato, tra le molteplici attività, gli «Itinerari basagliani», visite guidate (per scolaresche, famiglie, turisti, esperti...) nel parco e nelle strutture annesse, e così pure nell’ex Ospedale psichiatrico di Gorizia (oggi Parco Basaglia), sulle tracce del grande psichiatra. Le visite possono comprendere anche percorsi didattici e workshop tematici di approfondimento.

Arriviamo al parco di San Giovanni, a nord di Trieste, un martedì di metà giugno. Ad attenderci c’è Maria Isabella Costadura (referente per i servizi archivistici della cooperativa), che ci guiderà in uno degli Itinerari, nel corso del quale incontreremo anche Marina Colja e Patrizio Battiston, impegnati rispettivamente all’interno del Centro di documentazione «Oltre il giardino», e di RadioFragola, storica emittente comunitaria della cooperativa (www.radiofragola.com). Il sole di mezzogiorno accentua il contrasto di colore tra il verde dei prati e i rossi, i rosa o i gialli accesi dei cespugli di rose (ce ne sono oltre 5mila varietà, anch’esse eredità dello psichiatra veneziano che stimolava i pazienti a coltivare, nel senso letterale del termine, bellezza). Lo stesso contrasto suscitato dal pensiero del tanto dolore chiuso nel silenzio in questo luogo oggi così rigoglioso, fin dagli inizi del 1900, quando, ancora in periodo asburgico, il manicomio vide la luce. Qui Basaglia fu chiamato nel 1971 da Michele Zanetti, allora presidente della provincia, per vedersi affidata la direzione del manicomio, chiedendo in cambio di poter avere «carta bianca», per portare avanti ciò che aveva iniziato a Gorizia.

Maria Isabella ci conduce passo dopo passo alla scoperta del luogo: dopo il Centro di documentazione (che non custodisce documenti sanitari, ma materiali, testimonianze, fotografie e video che raccontano la storia dell’ospedale psichiatrico di Trieste e la rivoluzione basagliana) e la sede di RadioFragola (dove Patrizio ci spiega il prezioso lavoro di sensibilizzazione con le scuole), i vari laboratori, il roseto, il ristorante-bar (Il posto delle fragole), il teatro, e gli edifici ora utilizzati dall’Università o dall’Azienda sanitaria. La visita dura più di un’ora ed è suppergiù la stessa che può fare chiunque giunga fin qui sulle tracce di un uomo che ha voluto lasciare il mondo migliore di come l’aveva trovato. Gli itinerari sono attivi tutto l’anno, a Trieste e a Gorizia. Necessaria la prenotazione: www.itineraribasagliani.org; info@itineraribasagliani.org). I costi sono davvero accessibili a tutti. 

Puoi leggere il dossier completo nel numero di luglio-agosto del «Messaggero di sant'Antonio» o nella versione digitale della rivista. Provala ora!

Data di aggiornamento: 20 Luglio 2026
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