Dal Felli marocchino al Balero messicano, dal Bagh Cial nepalese al Kalodont bosniaco, passando per il Delta dell'Antica Roma e per il Tok della Nuova Guinea. Sono davvero tantissimi i giochi che, nel corso dei secoli, in tutto il mondo, si sono susseguiti e che tuttora continuano ad appassionare generazioni intere. Questo simpatico volume analizza il fenomeno ludico in quanto specchio della società e delle tradizioni che ne fanno parte.
Ormai se ne parla dappertutto: in famiglia, a lavoro, nelle serate tra amici, nei talk televisivi... l'intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite a 360 gradi e le ha cambiate. Ma siamo sicuri di sapere davvero cosa sia e come vada gestita questa rivoluzione? Parte da questo presupposto Edwin Maria Colella per affrontare la questione AI (Artificial Intelligence) da molti punti di vista nel suo libro Analfabeta. Dalla scrittura all'AI, il paradosso della conoscenza nell'era digitale.
Due esperte nel campo della salute e dell’educazione, una pediatra e una preside, conversano sul tema della genitorialità, offrendoci un libro che è una parola di incoraggiamento, ma anche un appello a prepararsi a non perdere l’occasione di trasmettere una vita bella ai propri figli, come sottolinea don Fabio Rosini nella presentazione.
Accogliere un bambino nella propria vita e nel proprio corpo è un «grande lavoro» che richiede forza ed equilibrio. Un'esperienza multistrato che - tra gestazione, parto, nascita e nutrimento - sfiora ogni parte della persona e dell'esistenza. Per questo va coltivata a partire dall'ascolto. Ne è convinta Verena Schmid, ostetrica dal 1979, docente e autrice di numerosi libri, che nella sua ultima pubblicazione Nel giardino segreto.
Belli, ricchi, intelligenti, produttivi, sani e sempre disponibili: ci vuole così il mondo in cui siamo immersi. Ci vogliono così le grandi multinazionali che plasmano il mercato, ci vogliono così i datori di lavoro (non tutti per fortuna!) poco lungimiranti che guardano al profitto prima che al prodotto. Forse mai come oggi il mito della perfezione ha messo radici profonde nella nostra società, in parte cambiandola.
Avete mai fatto caso a come date la mano per salutare qualcuno? No, non c’è un solo modo per dare la mano… Ad esempio, sapete che se porgete la mano con il palmo verso il basso state esprimendo un segno di predominio? E che se invece con l’altra mano toccate anche un’altra parte del corpo della persona state mitigando la formalità del gesto? Che dire poi di chi accavalla le gambe in senso contrario a un interlocutore (segnale che indica una barriera), di chi incrocia le braccia (tipico segnale di chiusura) o di chi lo fa con braccia sollevate e mani sui gomiti (segnale di autoconforto)?