«La poesia, anche quando non parla esplicitamente di Dio, può diventare una via per la preghiera». Questa considerazione apre il libro di Paolo Alliata, prete milanese laureato in lettere classiche, che propone una raccolta di poesie raggruppate secondo le Ore liturgiche celebrate dalla Chiesa.
Tra le nebbie della quotidianità possiamo scorgere dei momenti di luce che invitano alla speranza. Questa raccolta di poesie religiose, molte delle quali diventano preghiera, offre uno sguardo, sul mondo e sugli altri, che cerca la concordia, la fratellanza, la pace. Un modo di parlare della propria fede attraverso la forma espressiva dell’arte poetica, tentativo di dar voce all’incontro tra l’umanità, a volte sofferente ma desiderosa di senso, e Dio che l’accompagna con amore e fedeltà.
Una figura inquieta, quella di Charles Péguy, di cui l’autore ripercorre la vicenda personale, profondamente legata alla sua produzione letteraria, nelle sue diverse espressioni. Tra le sue iniziative, occupa un posto peculiare il periodico «Cahiers de la Quinzaine», avviato nel 1900: uno spazio che ospita il pensiero di scrittori, poeti e intellettuali che intervengono sulla vita politica, sociale e culturale, la cui caratteristica principale è la libertà di espressione e il cui scopo è dire la verità.
«Non c’è giorno, da quando so di essere, che non abbia sentito l’esigenza, il bisogno di scrivere. Quasi senza accorgermi». A raccontarsi in questo modo è Marilisa Andretta, autrice della raccolta poetica Nel mormorio del giorno. Niente di strano, se non fosse che Andretta ha dedicato la sua vita a tutt’altro: dopo gli studi classici, infatti, si è laureata in Medicina e Chirurgia e ha fatto l’otorinolaringoiatra e la foniatra per tutta la vita. Salvo poi approdare agli studi di Teologia, per orientarsi meglio, spiega, sulla questione dell’essere umano e di Dio.
Attraverso il linguaggio poetico, a volte espresso in prosa, Damiani esplora alcuni interrogativi sul senso della vita: da dove vengo, che cosa c’era prima di me, dove vado? Con sguardo attento e indagatore, osserva il quotidiano, cercando, tra il progresso tecnico dell’umanità e la risposta silenziosa della natura, una parola che sciolga l’angoscia dell’esistere e il dramma dell’incomunicabilità. Un sollievo può nascere nel compiere in compagnia degli altri il cammino della vita.
Una raccolta di poesie (tradotte e curate da Roberta Gado) del poliedrico autore tedesco, dottorato in ingegneria economica, sposato con un’italiana e residente a Zurigo. È una poetica delle cose in cui entra anche il sapere tecnico, in un dialogo che schiude uno spazio all’interno del quale «siamo sempre tutti invitati», alla ricerca di una verità non generale, ma puntuale, che «canti ciò che unisce l’uomo agli altri uomini ma non neghi ciò che lo disunisce e lo rende unico e irripetibile».