Nel tempo di dio
«La poesia, anche quando non parla esplicitamente di Dio, può diventare una via per la preghiera». Questa considerazione apre il libro di Paolo Alliata, prete milanese laureato in lettere classiche, che propone una raccolta di poesie raggruppate secondo le Ore liturgiche celebrate dalla Chiesa. L’autore ci accompagna in questo percorso introducendo, in ciascuno dei capitoli (corrispondenti alle Ore), alcuni componimenti legati a quel tempo della giornata, convinto che «la poesia crea uno spazio sacro, un luogo in cui le parole non servono solo a comunicare, ma ad abitare il Mistero». Da sempre preghiera e poesia hanno camminato insieme (basta pensare ai Salmi); tuttavia, non è necessario che «un testo sia religiosamente connotato per diventare preghiera», anche un semplice verso «può risuonare nell’anima come un salmo, spingendoci oltre noi stessi».
La raccolta, che contiene poesie di vari autori (David Maria Turoldo, Emily Dickinson, Antonia Pozzi, Rainer Maria Rilke, Mario Luzi, Fernando Pessoa, per citarne alcuni), inizia col Notturno (o Mattutino), dove nelle tenebre una fiamma fiduciosa attende la luce che si svela nelle Lodi del mattino, celebrazione della vita che rinasce e che sorge con più vigore dopo l’attraversamento del dubbio e della fatica. Al centro della giornata, l’Ora media è il momento in cui la fatica si insinua e «sussurra l’inutilità dei nostri sforzi», interrogandoci sul senso del nostro impegno quotidiano. Si va poi verso il crepuscolo dei Vespri, in cui il giorno lascia spazio alla notte; infine, ecco la conclusione del percorso con la Compieta, occasione per riconoscere la ricchezza nascosta tra le pieghe della giornata. «Chiediamo di imparare un po’ per volta ad attraversare quello che ci troviamo davanti. È questa la logica dell’Incarnazione».
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