C’è bisogno di andare oltre le apparenze e il dolore, che tenta di pervadere l’esistenza, per poter gustare la vita. La via è quella della bellezza, che può essere incontrata da un occhio attento mosso da un cuore aperto, anche se magari ferito. Da un cuore come quello di Pietro, bambino di 7 anni, che vive con la madre Aurora, desideroso di trovare il padre che non ha mai conosciuto e alle prese con una malattia che lo costringe spesso in ospedale.
Scienze naturali, biologia, fisica, letteratura, musica, arte, tutte insieme, miscelate con sapienza, in un libro che racconta, in modo colto e al contempo poetico, il fondamentale rapporto tra alberi (e natura in generale) ed esseri umani. Un rapporto primordiale, fondativo, che parla di spiritualità, di cammini fecondi e di cura, mettendo insieme tutti quegli aspetti che in qualche modo vogliono riportare l’essere umano a sentirsi parte di un tutto, con cui porsi perennemente in dialogo.
Il mettersi in cammino è un tratto caratteristico dell’essere umano. Da sempre, anche prima delle grandi migrazioni, uomini, donne e bambini si sono messi in cammino. In prevalenza è gente povera, spesso contadini, che per sopravvivere alla miseria sono costretti a cercare un lavoro stagionale, spesso distante da casa. Il libro presenta diverse categorie di persone che, nella storia italiana degli ultimi secoli (soprattutto Ottocento), hanno avuto nel movimento una condizione caratteristica della loro esistenza.
«Cristo ti chiede [...] di avere il coraggio di raccontare agli altri che è un bene per te averlo incontrato». Possiamo leggere il libro di suor Maria Manuela come risposta a questa richiesta, ripresa dall’enciclica Dilexit nos di papa Francesco (cfr. n. 211). La stessa autrice invita a questa lettura come occasione utile per «scoprire qualcosa in più di te che non ti era noto», evitando di far «prevalere la chiusura in quel che pensi e sai già», che preclude ogni avventura.
Il libro racconta le imprese sportive di diciotto campioni che hanno raggiunto la gloria nella prima metà del Novecento. Non si tratta però di soli fatti sportivi, ma anche di aneddoti e curiosità.
Anna Foa, raffinata intellettuale italiana di origine e di fede ebraica (è figlia di Vittorio, il noto sindacalista, storico e saggista, che fu anche Padre Costituente), ha da qualche settimana pubblicato un pamphlet di una forza incredibile:Mai più, una settantina di pagine che si leggono con la voracità del più appassionante romanzo.