«Forse il sorriso è proprio una strada per arrivare a Dio». Lo scrive Paolo Pivetti, autore di questo godibilissimo volume (Humor di Dio, privilegiando la grafia americana, Humor, a quella inglese, Humour, proprio per rendere la parola più assonante con Amor…). Ma ben prima di lui lo sosteneva Francesco d’Assisi, il quale ripeteva ai suoi frati che si guardassero «dal mostrarsi tristi all’esterno e rannuvolati come gli ipocriti», ma fossero, invece, «gioiosi nel Signore e lieti e cortesi come si conviene» (Rnb, 1221).
«Ha senso parlare di spiritualità nelle canzoni di una rock band come i Queen?». È partito da questa domanda fra Federico Russo, dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco, per scrivere il suo libro Somebody to love, edito da San Paolo.
L’eccezionale sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA) nel nostro tempo fa parte della più ampia rivoluzione tecnologica nella quale siamo immersi. La proposta del presente saggio breve è quella di superare atteggiamenti di allarmismo disperato o di incoscienza credulona per scegliere un realismo responsabile, che guarda al futuro riconoscendo percorsi e sviluppi probabili dell’IA.
«La poesia, anche quando non parla esplicitamente di Dio, può diventare una via per la preghiera». Questa considerazione apre il libro di Paolo Alliata, prete milanese laureato in lettere classiche, che propone una raccolta di poesie raggruppate secondo le Ore liturgiche celebrate dalla Chiesa.
Le drammatiche vicende della Siria sono lo sfondo sul quale si svolge la storia della famiglia di Mustafa, che si divide tra il passato (tra gli anni ’90 e il 2011) a Daraya, città nella periferia di Damasco, e il presente (2023-2024) a Bar Elias (Libano). Nell’intreccio narrativo, seguiamo la crescita di Aissa e Fulla, figli di Mustafa, nel contesto del regime di al-Assad, segnato da continui soprusi e limitazioni della libertà, operati dagli shabiha (milizie paramilitari informali) e dai mukhabarat (servizi segreti).
Resto sempre colpita dagli sguardi «che vedono». Che vedono davvero, intendo. Non quelli che si posano superficialmente sulle cose o le situazioni del quotidiano, ma le penetrano nel profondo e vi trovano un senso e un significato inimmaginabili a chi spesso sorvola distratto sulla realtà che lo circonda. Sono sguardi originali, che richiamano quasi una «poetica del subliminale» che sa cogliere nel quotidiano l’essenza del vivere.