Ai tre angoli del Mediterraneo, tra Algeria, Francia del Sud e Libano, sorgono tre grandi santuari mariani. I loro sguardi si incrociano, osservano le tragedie e la bellezza del «nostro» mare.
Da oltre un secolo la congregazione religiosa sorta per ispirazione di Charles de Foucauld non ha mai abbandonato la montagna inospitale dove si erge l’eremo di pietra che sovrasta la piana sommitale dell’Assekrem, nel sud dell’Algeria.
Sulle orme di Charles de Foucauld. «Guardatevi attorno, aspettate che sorga il sole: questa è la scintilla della bellezza. Non chiudete i vostri occhi. Questo è il sacro»
La beatificazione, l’8 dicembre, di monsignor Pierre Claverie, vescovo di Orano, e di altri 18 sacerdoti, religiosi e religiose uccisi negli anni ’90 in Algeria. Tra questi, sette monaci trappisti di Nostra Signora dell’Atlante a Tibhirine.
«Il velo lo mettiamo in testa. Non dentro la testa» mi rivela Amina. Una donna più anziana sostiene che la bellezza di Algeri faceva dimenticare perfino la fatica e la povertà. Hanno ragione entrambe.