Riproponiamo l'intervista a Zygmunt Bauman che il "Messaggero di sant'Antonio" pubblicò nel novembre 2015. Un modo per ricordare il grande sociologo polacco oggi scomparso all'età di 91 anni.
La scritta si nota da lontano, quando scendiamo lungo la Casilina. È posta in alto sull’edificio, ed è a lettere cubitali: «Figli di uno stesso Padre». Una frase, un annuncio che ti lascia con il fiato sospeso. È un pugno allo stomaco. Contro pregiudizi, paure e inevitabili chiusure.
Chi ha un minimo di dimestichezza con lo sport, soprattutto di squadra, lo sa: ottobre è un mese delicato, perché entrano nel vivo i campionati, si olia l’intesa coi compagni e gli schemi di gioco, si comincia a fare «sul serio» dopo la pausa estiva e il rodaggio di settembre.
Elementare e universale. Semplice e complesso. Contemporaneo e tradizionale. Unico e sacro. Dentro al cibo, e attorno alla tavola, ci sta il mondo. Con tutto il suo caleidoscopio di colori, sfaccettature, narrazioni. A qualsiasi latitudine accada. In qualsiasi posto ci si trovi.