sacre scritture

La Bibbia di Doré in 241 incisioni

«La Bibbia dei poveri»: è un’espressione nota. Con essa si è soliti indicare per tanti fedeli di quei tempi, analfabeti e sprovveduti teologicamente, ormai anche non più in grado di intendere il latino delle solenni liturgie, gli affreschi che ricoprivano le pareti soprattutto delle chiese romaniche e gotiche. Che rappresentavano, appunto, l’unica modalità per loro di conoscenza e di apprendimento delle «cose sacre».

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I sogni ci liberano e ci rimettono in cammino, oltre i nostri orizzonti ristretti. Non sono dell’ordine della certezza, ma della fede nell’invisibile.

10 Marzo 2021 | di