Sui giornali tutto sembra funzionare, tutto è incoraggiante, ma poi alzo gli occhi e quello che vedo non torna, non corrisponde a ciò che sta accanto a me, a ciò che sfioro, a ciò che ascolto.
Per capire cosa è oggi il terremoto infinito dell’Italia centrale bisogna passare dei giorni su queste montagne. Intuire cosa è vivere in un container, senza sapere niente di cosa accadrà tra un mese, tra due, tra un anno.
Una settimana di foto dal Centro Italia, dai paesi del terremoto, dalle storie che si intrecciano al lavoro e alla speranza, a una normalità, possibile, da sbattere in faccia al sisma.
La testimonianza di fra Giambo e del suo servizio di condivisione nel «convento di plastica» allestito in una frazione di Amatrice, martoriata dal terremoto.
Una libreria itinerante per ricucire le vite spezzate dei terremotati nelle Marche: si chiama «Futuro Infinito» il progetto di Francesca e Silvia, due libraie di Matelica e Visso, che in poche settimane hanno raccolto oltre mille volumi da condividere.
In inverno, nei giorni di tempesta, la campana di Castelluccio non doveva mai smettere di suonare per dare aiuto ai viandanti smarriti. Nemmeno il terremoto la ridurrà al silenzio.