Il mettersi in cammino è un tratto caratteristico dell’essere umano. Da sempre, anche prima delle grandi migrazioni, uomini, donne e bambini si sono messi in cammino. In prevalenza è gente povera, spesso contadini, che per sopravvivere alla miseria sono costretti a cercare un lavoro stagionale, spesso distante da casa. Il libro presenta diverse categorie di persone che, nella storia italiana degli ultimi secoli (soprattutto Ottocento), hanno avuto nel movimento una condizione caratteristica della loro esistenza.
Stupore, spiazzamento, bellezza, relazioni rinnovate. E, soprattutto, possibilità di futuro. Sono questi i frutti del percorso proposto dall’associazione Lunghi Cammini a tanti giovani che vivono in situazioni di disagio sociale.
Da nord a sud, negli ultimi anni l’Italia è diventata un Paese di camminatori. Una moda, ma soprattutto una buona passione, purché sia alla portata di tutti e rispetti i luoghi attraversati.
«Come è triplice la misericordia del Padre celeste nei tuoi riguardi, così triplice dev’essere la tua misericordia nei riguardi del prossimo. La misericordia del Padre è graziosa, spaziosa, preziosa» (Sant'Antonio, Sermoni).
Si sta portando a compimento l’intero tracciato che ripercorre il cammino che Antonio compì da Capo Milazzo (ME) a Padova. Il punto, con il presidente dell’associazione Il Cammino di sant’Antonio, Pompeo Volpe.
Ricorre a Padova il 27 aprile la seconda «Festa dei Cammini e dei Camminatori al Santo». Una giornata dedicata a pellegrini, runners, camminatori e maratoneti, con tanto di benedizione «delle scarpe» e focus sull'ampliamento del Cammino di Sant'Antonio.