Metti che tu sia un giovane che sta cercando cosa fare della sua vita. Metti che tu sia in discernimento vocazionale. Metti che vorresti fare una scelta e lanciarti verso una direzione… Però metti anche che hai le idee confuse. Che fare?
L’atteggiamento vero della fede non ci dice che «dobbiamo farci obbedire», ma ci dice che siamo noi a dover obbedire! A Dio, certamente. Ma il primo modo di obbedire a Dio, il modo più concreto, è quello di obbedire alla realtà.
«Cristo ti chiede [...] di avere il coraggio di raccontare agli altri che è un bene per te averlo incontrato». Possiamo leggere il libro di suor Maria Manuela come risposta a questa richiesta, ripresa dall’enciclica Dilexit nos di papa Francesco (cfr. n. 211). La stessa autrice invita a questa lettura come occasione utile per «scoprire qualcosa in più di te che non ti era noto», evitando di far «prevalere la chiusura in quel che pensi e sai già», che preclude ogni avventura.
Capita a tutti, prima o poi, di vivere una crisi. Nella fede, nelle relazioni, nelle scelte… anche nel discernimento vocazionale. Non è strano, non è sbagliato, non è colpa tua. Fa parte del cammino.
Nella vita cristiana ci sono tante vie, alcune meno conosciute, silenziose, ma profondamente autentiche. Una di queste è la consacrazione in forma privata, una scelta discreta ma potente...
Oggi siamo tutti abituati ad aggrapparci ai «contratti» per sentirci al sicuro. Ma la logica della certezza non ci può portare alla vera pienezza di vita. Solo il rischio e il dono di sé sono la strada verso una gioia autentica e duratura.