Cosa ci fanno un cardinale, un vescovo e un prete di montagna a cena con Francesco Guccini? Mangiano, cantano, stanno in allegria. «Agnostico con le ali» dicono del poeta e cantante emiliano. Aperto al dubbio, al mistero, alla ricerca continua.
Prima l’abbandono della madre, poi la separazione dei genitori adottivi, infine il divorzio. La vita della cantautrice Debora Vezzani sembra in un vicolo cieco, fino a quando un’amica non le chiede di mettere in musica il Salmo 139.
«75190» è il titolo del brano composto da Mariateresa Livraghi e Antonio Dubois. Ma è anche il numero che Liliana Segre porta tatuato sulla pelle dal 1944, data del suo internamento ad Auschwitz.
Una band di camici bianchi, nata a Verona all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata, suona un repertorio blues e soul per portare gioia alla comunità e raccogliere fondi per scopi benefici.
Ma siamo proprio sicuri che le donne nel melodramma siano sempre e solo vittime? E che le tragedie, di cui sono ingiustamente protagoniste, non siano in realtà solo un modo per raccontarne lo spessore?