Analfabeta
Ormai se ne parla dappertutto: in famiglia, a lavoro, nelle serate tra amici, nei talk televisivi... l'intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite a 360 gradi e le ha cambiate. Ma siamo sicuri di sapere davvero cosa sia e come vada gestita questa rivoluzione? Parte da questo presupposto Edwin Maria Colella per affrontare la questione AI (Artificial Intelligence) da molti punti di vista nel suo libro Analfabeta. Dalla scrittura all'AI, il paradosso della conoscenza nell'era digitale. «Questo libro nasce dalla mia necessità urgente: comprendere il nostro rapporto con la tecnologia non solo come utilizzatori, ma come soggetti culturali e sociali. L'intelligenza artificiale, come le rivoluzioni precedenti, non è neutrale: trasforma le abitudini, ridefinisce i confini tra pubblico e privato, tra sapere e potere».
A dettare la scelta del titolo del libro, la consapevolezza che l'analfabetismo è una condizione comune a tutti, al di là degli studi fatti e delle esperienze vissute. Perchè tutti siamo ignoranti in qualcosa. A maggior ragione quando si parla di tecnologia e mondo digitale. «Analfabeta è un percorso - continua l'autore -, il mio percorso, attraverso il tempo e la conoscenza per leggere meglio il presente. È un invito a non subire il cambiamento, ma a decifrarlo. A interrogare il codice invisibile che organizza la nostra esistenza all'interno del contesto dell'innovazione tecnologica».
Diviso in tre parti principali, il libro di Colella affronta «Le radici del cambiamento», indagando le grandi rivoluzioni tecnologiche che hanno trasformato il nostro modo di pensare, comunicare e vivere «dalla scrittura alla stampa, dall'elettricità all'automobile, dalla radio al circuito integrato». Poi analizza l'infrastruttura nascosta della rivoluzione digitale, provando a leggere il linguaggio degli algoritmi, il potere dei numeri, le logiche che stanno dietro scelte apparentemente libere... Nella terza parte del libro, Colella si concentra sul futuro e su una nuova alfabetizzazione, illustrando una personale proposta di educazione digitale che risponda alle domande: «Come educare all'incertezza? Come formare cittadini e formatori per un mondo che cambia più velocemente della nostra capacità di comprenderlo?». Sì, perchè non basta imparare a utilizzare l'intelligenza artificiale per potersi dire alfabetizzati. «L'analfabetismo del nostro tempo - scrive ancora Edwin Maria Colella - non è tecnico, ma critico. Non è l'incapacità di usare gli strumenti digitali, ma l'incapacità di comprendere come ci condizionino e come volgerli a nostro favore, limitandone le insidie per noi e per le generazioni a venire».
Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»!