Uganda in bianco e nero

Racconta i luoghi e gli abitanti di un'area rurale nella regione di Kyamuhunga, ma soprattutto l'opera missionaria di padre Paolino Tomaino, la mostra fotografica di Fabio Muzzi «UGANDA: La conoscenza è salute e libertà», a Palazzo Blu di Pisa.
17 Febbraio 2026 | di

Un neonato che emette i primi vagiti tra le braccia dell'ostetrica, un gruppo di ragazzini che gioca a pallavolo con una rete improvvisata in mezzo a una radura, degli studenti che si accingono ad ascoltare la lezione dai loro banchi e altri che, zaini e borse alla mano, devono ancora raggiungere la scuola. Sono solo alcuni dei tanti volti che il fotoreporter senese Fabio Muzzi ha immortalato durante i suoi viaggi in Uganda nel 2024 e nel 2025. Convinto dall'amico e medico Alessandro Pingitore, il fotografo ha documentato i luoghi e gli abitanti di un'area rurale nella regione di Kyamuhunga, ma soprattutto l'opera missionaria di padre Paolino Tomaino, un prete missionario comboniano, mancato nel 2024, che ha trascorso più di 50 anni in Uganda al servizio degli ultimi, cercando di migliorare la qualità di vita di ragazzi e ragazze del luogo a partire dalla loro istruzione, a detta del religioso, l'unica vera arma in grado di garantire emancipazione e libertà.

Nasce da questa esperienza la mostra a ingresso gratuito «UGANDA: La conoscenza è salute e libertà» fino al 15 marzo a Palazzo Blu di Pisa. Attraverso una ventina di scatti in bianco e nero, l'esposizione a cura di Alessandro Pingitore si muove tra le scuole, gli ospedali e le chiese che padre Paolino riuscì a edificare in quel vasto territorio semidesertico, abitato da circa 27 mila persone. «Padre Paolino era un grande amico di mio padre - racconta il curatore -. Quando nel 2017 andai a trovarlo in Uganda per la prima volta restai colpito da quanto aveva costruito in quel luogo e dall'amore che egli provava per chiascuna di quelle persone. Così, dopo la sua morte avvenuta nel 2024, decisi di proseguire in qualche modo il progetto, per mantenere viva la sua memoria». La memoria di una persona che fu tanto amata dalla sua comunità: non a caso, pur essendo di origini italiane, su richiesta della popolazione locale, padre Paolino fu sepolto proprio in quell'angolo d'Africa in cui seminò tanto bene.

In questo senso, gli scatti in mostra a Pisa non illustrano solo frammenti di vita quotidiana, ma sono testimonianze di una presenza e di un'azione concreta e silenziosa, volta a preservare la dignità di un luogo in cui la speranza a volte sembra venire meno. In parallelo alla mostra, oltre che nelle sue scuole e nelle sue chiese, il ricordo di padre Paolino rivive anche nella campagna vaccinale «Against HBV», avviata nel settembre 2025 presso il St. Daniel Comboni Hospital di Kyamuhunga, struttura sanitaria fondata appunto dal missionario. Il progetto umanitario, coordinato dalla dottoressa Barbara Coco, epatologa dell’Unità di Epatologia – AOU Pisa, fa parte di un più ampio programma promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è finalizzato alla riduzione della trasmissione materno-infantile dell’infezione da virus dell’epatite B, attraverso interventi sanitari concreti e continuativi sul territorio. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno dell’Associazione Dottore Pietro Ciccorossi, fondata in memoria dell’epatologo pisano scomparso dieci anni fa.

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Data di aggiornamento: 17 Febbraio 2026

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