La rinascita di Kolahun

All’indomani della guerra, una scuola distrutta in Liberia rinasce grazie alla solidarietà e all’impegno locale, portando istruzione, speranza e opportunità alla comunità.
05 Febbraio 2026 | di

Durante la lunga guerra civile che ha sconvolto la Liberia dal 1989 al 2003, il territorio e la popolazione sono stati devastati, facendo regredire di ben 50 anni il Paese che rimane oggi uno dei più poveri al mondo. Il distretto di Kolahun, parte della contea di Lofa, ha una popolazione di quasi 100mila abitanti, con una maggioranza musulmana e una piccola minoranza cristiana. La povertà è diffusa e il 54% dei bambini non completa la scuola primaria, soprattutto a causa delle difficoltà economiche. 

La scuola cattolica di Kolahun, dedicata a sant’Agnese, è stata fondata all’inizio degli anni ’80, diventando una delle migliori del distretto. Purtroppo, durante la guerra civile è stata completamente distrutta, lasciando solo le fondamenta e i ricordi degli ex studenti. «La scuola è ripartita nel 2015 grazie all’iniziativa di un catechista, Nyuma Sontay», spiega padre Lorenzo Snider della Società delle Missioni Africane (SMA), responsabile del progetto, parroco di Foya e residente nella parrocchia di San Giovanni Vianney. «All’epoca le lezioni si tenevano sotto una tettoia improvvisata e in una grande sala utilizzata anche come chiesa». Nel 2019, il vescovo di Gbarnga ha promosso la costruzione di sei aule. «Due anni dopo, la diocesi mi ha chiesto di gestire la scuola come supervisore – continua padre Lorenzo –. Abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo: completare la sesta classe della scuola primaria garantendo una certa stabilità e mantenendo buoni standard di insegnamento». Le iscrizioni sono aumentate: nel 2024, la scuola contava 174 studenti e 10 insegnanti. Inoltre, grazie a borse di studio, siamo riusciti a sostenere molti ragazzi che si trovavano in gravi difficoltà finanziarie.

Il desiderio dei genitori e degli insegnanti era quello di estendere la scuola al livello delle medie, in modo che i ragazzi non fossero costretti a interrompere gli studi o a viaggiare lontano da casa. Ma per fare questo c’era urgente bisogno di altre aule: senza nuove strutture, la crescita della scuola si sarebbe arrestata e i fragili progressi compiuti dopo la guerra sarebbero andati perduti. Il progetto è stato predisposto dalla parrocchia in collaborazione con la diocesi di Gbarnga e il Segretariato delle scuole cattoliche; in particolare, la parrocchia ha offerto il terreno e i genitori si sono impegnati a fornire manodopera non qualificata. Inoltre, la SMA, incaricata della responsabilità educativa e pastorale nella regione in base a un accordo a lungo termine con la diocesi, ha garantito la continuità e la stabilità di tali iniziative. L’amministrazione scolastica ha contribuito con circa 460 euro dal proprio bilancio e gli ex studenti hanno promesso di fornire banchi, panche e tavoli; anche i benefattori della SMA hanno donato 12.500 euro. Il costo totale era di 36.800 euro e i restanti 24.300 euro, necessari per finanziare completamente il progetto, sono stati coperti da Caritas sant’Antonio.

Una struttura permanente

All’arrivo della prima rata, nell’ottobre 2024, i lavori sono iniziati: «Il materiale è stato acquistato sul posto e la partecipazione a livello locale è stata grandiosa, soprattutto da parte dei genitori degli studenti – afferma padre Lorenzo –. La capacità lavorativa dell’impresa edile e la preziosa partecipazione della popolazione hanno fatto sì che i lavori procedessero più rapidamente del previsto», al punto che già per l’inizio di dicembre le pareti erano in costruzione, in anticipo rispetto al programma, e per la fine di marzo 2025 erano già tutte tinteggiate. Successivamente, si sono fabbricate panche e banchi con legno locale, si è provveduto a scaffali, tavoli e sedie per la sala studio e l’area lettura. L’acquisto di una prima serie di libri ha avviato una modesta biblioteca. Ciò che ha fatto la differenza è stato l’impegno della comunità stessa: «Il contributo della popolazione locale, dei genitori degli alunni, della comunità cristiana, nonché la professionalità dell’impresa sono stati molto preziosi e questo ci ha permesso di completare i lavori prima del previsto», dichiara padre Lorenzo. Il risultato è una struttura permanente di tre nuove aule e una sala studio che servirà Kolahun per le generazioni a venire.

Benefici concreti

I benefici sono già tangibili: i bambini studiano in aule prive di polvere, rumore e distrazioni tipiche degli spazi provvisori. Le lezioni si svolgono in un clima più sereno, che permette agli insegnanti di lavorare con maggiore fiducia, e gli stessi genitori sono orgogliosi di vedere i propri figli in aule sicure e affidabili. Il successo del progetto ha rafforzato l’indipendenza finanziaria della scuola e ha aperto la strada all’espansione: è già stata presentata la documentazione per istituire le classi di scuola media superiore e quasi tutti gli insegnanti hanno accettato di partecipare alla formazione continua per migliorare ulteriormente gli standard. Per un distretto ancora segnato dalla guerra, il progetto ha avuto un effetto unificante, che va oltre la struttura realizzata: ha dimostrato che anche una comunità con poche risorse può ottenere risultati notevoli quando lavora insieme e quando riceve solidarietà dall’esterno. Padre Lorenzo conclude: «Grazie ancora a Caritas sant’Antonio e ai lettori del “Messaggero di sant’Antonio” per il sostegno, l’amicizia e la progettualità condivisa al servizio dei più emarginati».

Segui il progetto su www.caritasantoniana.org.

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Data di aggiornamento: 05 Febbraio 2026
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