Conversione ecologica

Conversione è diventare consapevoli che l’universo è nato da un’esplosione di bene e il pianeta intero è un angelo annunciatore.
05 Giugno 2021 | di

La spiritualità cristiana offre da secoli un magnifico contributo allo sforzo di rinnovare l’umanità, e attraverso la conversione ecologica contribuisce alla sua stessa sopravvivenza.

Molti credenti pensano che l’ecologia non coinvolga il cuore della fede, che si tratti di una moda estemporanea o di un optional.

Papa Francesco rivolge proprio a questi cristiani un invito pressante e determinato: la conversione ecologica è centrale per la fede e la spiritualità, essenziale per la coerenza, fondamentale per non diventare irrilevanti nella storia.

«Conversione ecologica» è prendere sul serio la vocazione di Adamo, quella di coltivare e custodire il giardino, salvandolo dal deserto e dalla morte (LS 217); una missione centrale che garantisce la continuità stessa dell’opera di Dio e della nostra storia. La crisi del pianeta, infatti, si sviluppa per un deficit di spiritualità visibile e operativa: «Se i deserti esteriori del mondo si moltiplicano, questo accade perché i deserti interiori sono diventati così ampi» (LS 217). 

Questa chiamata a una conversione ecologica chiede di mettere al centro non il singolo, ma il sistema fragile e possente delle relazioni tra tutto ciò che vive; promette la gioia e la commozione di camminare nel mondo come dentro un immenso santuario, dove ogni creatura riflette qualcosa del Creatore e ha un messaggio da trasmetterci (LS 221).

Conversione squisitamente religiosa, perché significa «girarsi verso» il Signore presente in tutto, «negli occhi delle cerve e sotto le ali delle rondini» (Turoldo), e sentire la natura intera come un luogo teologico.

Conversione è diventare consapevoli che l’universo è nato da un’esplosione di bene, che il Creato è pieno di parole d’amore; che la bellezza delle cose è una carezza del Signore, che il pianeta intero è un angelo annunciatore. Significa cambiare mentalità: passare dall’idea di sfruttamento della natura all’idea di una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia, madre da amare, curare, godere.

Questa visione di fede provoca un modo alternativo di vivere, incoraggia uno stile di vita contemplativo e profetico al tempo stesso, che sa gioire delle cose senza bisogno di possederle, consumarle e accumularle.

La conversione ecologica deve essere pratica e realizzarsi in piccoli gesti utili, che servano a rattoppare il tessuto continuamente lacerato dell’alleanza tra le creature.

La conversione deve essere comunitaria: siamo tutti sulla stessa barca e ogni singolo piccolo gesto di cura del Creato contribuisce a modificare la rotta della nostra comune arca di Noè, che sta andando diritta sugli scogli. E non c’è un’altra arca di ricambio: ci salveremo o affonderemo tutti insieme.

La conversione ecologica è integrale, perché unisce non solo il grido dei poveri e il grido di madre Terra, in una dimensione orizzontale, ma produce comunione con quel Dio entrato nella storia del mondo come signore di alleanze mai revocate: «Ecco io pongo il mio arco sulle nubi perché sia segno dell’alleanza tra me e la terra» (Gen 9,13); «alleanza tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi» (9,12), «alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne sulla terra» (9,16).

E noi umani siamo il prolungamento della sua passione di comunione, gli eredi del segno dell’arcobaleno, alleati del Signore delle alleanze, coloro che curano e accarezzano con le loro mani la vita in tutte le sue forme, perché profuma di Lui.

La conversione ecologica pratica, comunitaria e integrale riconnette ciascuno e tutti con il creato, con la comunità umana, con il respiro di Dio, con il proprio corpo. È davvero una «scorciatoia divina» (J.P. Sonnet) per camminare insieme verso il cuore caldo dell’essere.

Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»! 

 

Appuntamento con Ermes Ronchi lunedì 7 giugno alle ore 21.00 in Basilica del Santo. Il teologo dell’ordine dei Servi di Maria, nonché docente di estetica teologica e iconografia alla Pontificia Facoltà teologica Marianum di Roma, terrà una Lectio magistralis sull’«economia della piccolezza» e presenterà il suo nuovo volume Devo fermarmi a casa tua. Storie di strade e di case (ed. Edizioni Messaggero Padova, 2021), Richiesta la prenotazione su www.santantonio.org.

 

Data di aggiornamento: 05 Giugno 2021
Lascia un commento che verrà pubblicato