C’è un perché, che discende dalla parola greca ἱνατί, inatì, che chiede non la causa del dolore, ma lo scopo, il fine. Siamo invitati a entrare in questa domanda di Cristo, cercando la meta a cui giungere per vivere con Lui tutti i nostri quesiti.
Metti che tu sia un giovane che sta cercando cosa fare della sua vita. Metti che tu sia in discernimento vocazionale. Metti che vorresti fare una scelta e lanciarti verso una direzione… Però metti anche che hai le idee confuse. Che fare?
Non possiamo più toccare il Gesù di Nazaret storico, ma lo possiamo incontrare in quanti sono vicini a noi. Perché tutto ruota attorno all’amore: Lui ci ama, noi amiamo gli altri, e noi e gli altri amiamo Lui.
L’atteggiamento vero della fede non ci dice che «dobbiamo farci obbedire», ma ci dice che siamo noi a dover obbedire! A Dio, certamente. Ma il primo modo di obbedire a Dio, il modo più concreto, è quello di obbedire alla realtà.