Suor Aziza (Azezet Habtezghi Kidane) eritrea di origine ma oggi cittadina britannica, ha dedicato la vita agli ultimi tra Sud Sudan, Palestina, Etiopia e Giordania. Per prima ha denunciato la tratta che schiavizzava migliaia di persone nel Sinai.
Suor Anna Nobili, un passato da cubista, è la fondatrice di Holy Dance, un’associazione aperta a persone di ogni età che vogliono vivere ed esprimere la propria fede danzando.
L’artista italo-guatemalteco Christian Escobar espone a Roma tre opere: due dedicate agli arcangeli san Michele e san Gabriele, e una alla Madonna, che evocano l’eterna lotta tra il bene e il male, e il mistero della grazia divina.
Dopo otto anni le clarisse sono tornate ad abitare il monastero di Santa Rosa a Viterbo. Ma non da sole. Accanto a loro, altre suore e laiche e laici danno vita a una comunità sostenuta da uno spirito sinodale, al servizio del Vangelo.
In questo tempo in cui sembra assurdamente normale l’idea della guerra, salutiamo le vite vissute dei nostri cari e preghiamole di aiutarci a costruire qui sulla terra, e ora, la pace.
Occorre riconoscere l’essere umano dietro a etichette come «povero» e «mendicante». Occorre dare voce a chi non ce l’ha e dare visibilità a chi è invisibile. L’altro esiste quando accettiamo di vederlo, incontrarlo, ascoltarlo.