Europa in bolletta

Le tensioni in Medio Oriente e la guerra in Ucraina, con l’impennata dei prezzi delle fonti di energia, richiedono a molti Paesi di rivedere le proprie politiche energetiche. Intervista audio a Nicola Armaroli, ricercatore del CNR.
20 Ottobre 2026 | di

Il 22 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’energia. Quest’anno, con la crisi dello Stretto di Hormuz, la guerra in Ucraina, e le bollette che scottano, è più che mai necessaria una seria revisione delle politiche energetiche sia in Italia che in Europa.

A differenza del 2022, il cuore della crisi non è l’Ucraina, ma il Golfo Persico. La guerra con l’Iran e la chiusura a singhiozzo di Hormuz hanno provocato, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, la più grande interruzione di offerta petrolifera della storia stimata in circa 10,1 milioni di barili al giorno, persi già a marzo. Il mercato ha tamponato questa falla utilizzando 400 milioni di barili presi dalle scorte d’emergenza, e cercando rotte alternative.

Insomma la crisi globale dell’energia è sempre meno congiunturale e sempre più strutturale. In appena quattro anni, il mondo ha affrontato due gravi shock legati alle fonti fossili, confermando quanto sia ancora marcata, soprattutto in Occidente, la dipendenza da aree del pianeta soggette a forti instabilità.

Intanto nel 2025 le fonti rinnovabili hanno prodotto quasi il 34% dell’elettricità mondiale superando, per la prima volta in un secolo, il carbone (33%). Eolico e solare hanno dato filo da torcere anche al consumo di gas. A giugno il fotovoltaico ha coperto il 25% dell’elettricità Ue, prima fonte del continente, davanti a nucleare (21%), gas (15%), eolico (14%) e idroelettrico (12%).

Tuttavia le nuove installazioni solari Ue di quest’anno sono attese in lieve calo (-2,1%). Teniamo conto che gas e petrolio non servono solo a produrre energia elettrica: muovono i trasporti, dalle nostre auto, ai camion, agli aerei, alle caldaie. E sostituire il gas russo con il gas naturale liquefatto, che per il 63,2% arriva da oltreoceano, ci fa passare da una dipendenza a un’altra.

Come possiamo venirne fuori? Ne parliamo con Nicola Armaroli, ricercatore del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e direttore della rivista Sapere.

 

 

Nicola Armaroli CNR ridotta

Data di aggiornamento: 20 Ottobre 2026
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