Festival Francescano, buona l'undicesima!

Conquista Bologna lo stile di dialogo proposto dal Festival Francescano numero undici, con migliaia di presenze registrate. E il 2020? Tocca all’economia.
02 Ottobre 2019 | di

In migliaia hanno affollato gli oltre 100 appuntamenti (alcuni targati «Messaggero di sant’Antonio») del Festival Francescano 2019! Dal 27 al 29 settembre, come ormai da consolidata tradizione nata 11 anni fa, il mondo francescano ha dato appuntamento in piazza per proporre il suo stile e incontrare quanti se ne lasciano interpellare.

Soddisfatti gli organizzatori: «Undici anni di Festival Francescano sono sinonimo di una manifestazione attesa e consolidata, che continua a sviluppare stimoli e partecipazione».

Le «prove di dialogo» del Festival Francescano hanno funzionato. Per tre giorni a Bologna si è dato spazio al dialogo tra religioni, ma anche al confronto tra generazioni, culture, generi, discipline: e così in Piazza Maggiore si sono riversati circa 60 mila giovani, studenti, stranieri e cittadini di ogni età che hanno partecipato alle iniziative e agli incontri proposti da una manifestazione che quest’anno si è caratterizzata per essere particolarmente internazionale, grazie agli ospiti stranieri e ai temi affrontati.

Alcuni degli eventi in programma hanno avuto picchi di partecipazione: l’atteso confronto tra Agnese Moro e l’ex br Adriana Faranda, moderato dall’arcivescovo di Bologna Mons. Mattia Zuppi; il concerto di Simone Cristicchi; l’incontro tra Romano Prodi e Antonio Spadaro dedicato alla Cina; l’intervento di Timothy Radcliffe sul dialogo tra cristiani e non credenti; i laboratori e i giochi della Città dello Zecchino d’Oro.

Molto gradita anche l’esperienza della Biblioteca Vivente - con bibliotecari e un catalogo di titoli, dove i libri sono persone in carne e ossa che si sono messe a disposizione dei lettori per raccontare la propria vita – così come la «Tenda dell’incontro» dove islamici, metodisti, valdesi, evangelici, ebrei si sono fatti conoscere dai visitatori attraverso fotografie, libri, preghiere, testimonianze.

L’importanza dell’apertura agli altri è stata ricordata anche nel’omelia di monsignor Paolo Bizzeti, Vicario Apostolico dell’Anatolia, che ha presieduto la celebrazione eucaristica di domenica in una Piazza Maggiore gremita: «Noi riuniti qui questa mattina facciamo parte della minoranza di persone che controllano l’80% della ricchezza sulla terra. Questa parabola è un grande invito a colmare gli abissi: tra il nord e il sud del mondo, tra religioni e credenze diverse, tra posizioni contrapposte. Il ricco non solo non dà da mangiare a Lazzaro, ma non interagisce con lui e non ascolta né lui né Abramo: si chiude così in una prigione di solutudine e questo sarà il suo inferno. E’ solo con il dialogo e il confronto che si colmano gli abissi».

È soddisfatto Fra Giampaolo Cavalli, presidente del Festival Francescano: «Per tre giorni abbiamo proposto un’alternativa alle corride mediatiche e ai “selfie monologhi” che imperversano sui social e a cui siamo ormai purtroppo abituati. La gente ha apprezzato questa possibilità di confronto tra posizioni anche distanti tra loro e mi auguro che abbia riscoperto la possibilità di andare incontro all’altro “attraverso parole”».

Cavalli annuncia anche il tema della prossima edizione, che si svolgerà sempre a Bologna: «Il prossimo anno si parlerà di questioni legate all’economia. Guarderemo con attenzione ciò che accadrà ad Assisi nel marzo 2020: qui Papa Francesco ha convocato un grande incontro con giovani economisti, imprenditori e imprenditrici di tutto il mondo per “ri-animare l'economia”.  Per declinare il tema all’interno del Festival partiremo senz’altro dall’enciclica Laudato si’: è impensabile immaginare un’economia sostenibile che non preveda il rispetto del creato; il modello dovrebbe essere una scelta rivoluzionaria come quella di san Francesco, che rifiutò l’economia del tempo per costruire quella improntata al dono, alla fraternità e all’inclusività».

 

Data di aggiornamento: 02 Ottobre 2019
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