Lessico del pensiero critico
Il pensiero critico consiste «nella capacità di identificare gli inganni e gli autoinganni cognitivi, e nell’uso di metodi per antagonizzare gli effetti e selezionare i fatti e le spiegazioni più verosimili rispetto a qualche fenomenologia di interesse». Lo scopo di questo libro è di fornire degli strumenti per riconoscere le debolezze cognitive che abbiamo e che spesso sono sfruttate per manipolare il pensiero e condurlo secondo altri interessi. Il libro è organizzato come un lemmario: vengono presi in considerazione diversi termini che sono analizzati attraverso esempi concreti.
La lista delle espressioni è suddivisa in tre sezioni: le prime due si riferiscono ai meccanismi di abuso cognitivo, secondo due livelli. Il primo è quello linguistico-retorico, nel quale il linguaggio viene manipolato sfruttando ambiguità semantiche e fallacie di ragionamento: la tattica dell’equivoco è applicata a parole che hanno un significato preciso in un certo ambito, ma che vengono usate fuori contesto. Un esempio è «energia», termine che ha un senso definito in fisica, ma che è stata caricata di suggestioni vitalistiche ed esoteriche, le quali sfruttano la reputazione della parola producendo un’aura di competenza, che però non ha fondamento scientifico.
La seconda sezione si occupa dei difetti cognitivi del pensiero, legati soprattutto alle euristiche (scorciatoie mentali) e ai bias (deviazione sistematica dalla razionalità e dalla obiettività di giudizio). Ad esempio, l’agenticità è la tendenza a cercare dietro qualsiasi fatto un’intenzionalità antropomorfa («qualcuno lo ha fatto accadere»), spesso concorrente alle teorie del complotto.
Infine, nella terza sezione, vengono presentati alcuni strumenti per difendersi dalle distorsioni semantiche e retoriche: sono delle teorie derivate da esperimenti controllati e verificati che aiutano a trovare degli antidoti alle trappole cognitive. Esempi sono il pensiero bayesiano, la regressione verso la media e l’uso della probabilità e della statistica. Un libro non da leggere tutto d’un fiato, ma un lemmario a cui attingere per riconoscere i meccanismi del cattivo pensare e fare esercizio di igiene concettuale.
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