Mandel e la bellezza quotidiana
«Max Mandel è un occhio: sa vedere. Sono stato sempre affascinato dalla realtà assoluta, questo rispetto per la verità quotidiana che solo il Realismo ci può dare. È scoprire un mondo nuovo, e un’arte di tutto rispetto, il vedere questa realtà dettagliata cólta da Max Mandel, e accorgersi che è un’opera d’arte assoluta, e al tempo stesso una particella autentica della nostra vita quotidiana. Questa è la grande Arte, questo è il dono rarissimo». Scriveva così Henri Cartier-Bresson, nel 1990, di Max Mandel (Milano 1959). Cogliere la realtà come un’opera d’arte è un dono. E Mandel ci mostra la realtà nel segno del dono: una cipolla, un mestolo, una bottiglia, un riflesso in una pozza, un’ombra su un muro, uno scorcio di città... Fotografare è «scrivere con la luce» ed è anche mettere in luce, dare dignità al soggetto e all’oggetto, non perché viene messo su un piedistallo, ma perché viene sottratto al fluire del tempo e quel momento diventa un «per sempre» che si offre ai nostri occhi e che tocca il nostro cuore.
Lo sguardo di Max Mandel è mosso dalla passione della bellezza del quotidiano. Capace di coniugare sapere e vedere, vuole offrirci, della realtà, non la superficie – che per quanto abbagliante è pur sempre scorza – ma l’essenza, la sua poesia più intima. Quella poesia che anima il bambino e lo fa gioire del mondo nuovo (eppure sempre uguale) che ogni giorno si schiude ai suoi occhi. Lo stesso mondo che noi adulti riduciamo a routine. Le immagini di Mandel nascono dalla libertà dello sguardo, quella libertà che non si fa imprigionare nella rassegnazione degli schemi, del già visto, ma si lascia sorprendere per aprirsi allo stupore. Mandel riesce a cogliere la trama della realtà, il suo essere complessa e sfaccettata, e la riporta a unità essenziale proprio nel frammento, dove gli elementi non si perdono, non vengono negati, ma trovano la loro forma più vera. Nel fascino assoluto della sinfonia di colori, nelle ombre in movimento, nelle prospettive inattese, nel gioco dei volumi si intravede la gioia del fanciullo e insieme la virtù del cercatore: essere vigile. Mandel è presente al presente per cogliere quel che va oltre e che è destinato a restare, per sempre.
Prova la versione digitale del «Messaggero di sant'Antonio»!