Museo Nicolis archivio tech del ’900
Ci sono musei e musei. Il «Museo Nicolis dell’auto, della tecnica e della meccanica» di Villafranca di Verona (VR), che ha appena compito 25 anni, ha il pregio di mettere in relazione le tecnologie del passato con quelle del presente e del futuro. Un raro esempio di cultura d’impresa applicata alla valorizzazione del patrimonio storico e tecnologico, frutto della passione di Luciano Nicolis, imprenditore e collezionista veronese, che nel 2000 ha aperto questo spazio espositivo di 6000 metri quadri.
Visitarlo è un’esperienza culturale immersiva: 10 collezioni, che comprendono 200 auto d’epoca, 104 motociclette, 500 macchine fotografiche, cineprese e cinematografiche, 100 strumenti musica e jukebox, 102 macchine per scrivere, 3 aeromobili, un’area militare con cimeli delle due guerre e una ricca collezione di strumenti di guida come, per esempio, i sofisticati volanti della Formula 1. Grazie alla quantità degli oggetti e alla molteplicità degli ambiti, il museo è un vero e proprio archivio del progresso tecnico e culturale del Novecento, nonché dell’eccellenza nel design del Made in Italy.
Nel corso dei suoi 25 anni di vita ha inanellato una serie di riconoscimenti. Uno dei più importanti è quello di aver inserito Villafranca Veronese nel circuito italiano delle «Città dei motori», la rete dei 27 comuni italiani che propongono il meglio del nostro Paese, tra cui marchi come Ferrari e Lamborghini. Ma prestigiosi sono i premi anche a livello internazionale: è stato nominato «Museum of the Year» agli Historic Motoring Awards di Londra e, ultimo in ordine di tempo, il 16 dicembre scorso, ha ottenuto una Special Recognition da parte del Fiva, Fédération Internationale des Véhicules Anciens, la principale istituzione mondiale. Motivo: la lunga e costante dedizione alla tutela, valorizzazione e divulgazione della cultura motoristica a livello internazionale.